Finita
Il linguaggio e la tessitura hanno la stessa origine. Per questo si parla tanto di moda. Quando poi la moda veste...i palazzi, allora sì che è davvero
BAD FASHION!!!
L'uomo dalla maschera di ferro
di Valerio Evangelisti (da Il Venerdì di Repubblica)
La più nota delle interviste filmate a Philip K. Dick, pochissime e rare, lascia un senso di sconcerto. Fu fatta verso gli inizi degli anni Settanta. San Francisco, la città in cui lo scrittore viveva, continuava a essere uno dei principali centri della contestazione pacifista e per l’eguaglianza razziale.
A un certo punto dell’intervista, dopo essersi dilungato sui misfatti dell’amministrazione Nixon e sul controllo esercitato sui movimenti da CIA e FBI, si inizia a comprendere come lo stesso Dick si consideri un sorvegliato speciale. Lo starebbero spiando e pedinando, quasi fosse un pericolo per il paese. Un’idea risalente all’effrazione del suo appartamento, pochi anni prima, che lo spinse a stabilirsi per qualche tempo in Canada.
Vero o falso? Pare che a qualche forma di sorveglianza fosse sottoposto, ma certamente ne esagerava i termini. Il che spinge a chiedersi se il massimo poeta della realtà fittizia fosse di sua indole paranoico. La risposta è controversa.
A Sorrento, diventata per alcuni giorni la “Capitale della Luna”, si è conclusa la nona Conferenza Internazionale sull’esplorazione e l’utilizzazione della Luna” (ICEUM9) ospitata dall’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e dall’ESA e organizzata insieme al gruppo di lavoro internazionale sull’esplorazione lunare (ILEWG, International Lunar Exploration Working Group).“Ieri ho letto – dice Velena - circa una settantina tra quotidiani, portali informazioni e blogs di news, e praticamente in tutti meno due, si parla di VANDALO e VANDALISMO a proposito dell'azione situazionista o futurista che dirsi voglia della Fontana di Trevi...Da molti anni ormai i giornalisti non vanno più sul luogo "del delitto", e i pezzi si fanno nel box in ufficio, davanti al computer, leggendo prima i comunicati stampa...E' così che si crea il Pensiero Unico...E ancora una volta non stupisce nemmeno l'unanimità delle condanne...”.

Fear at your door

“L’ansia, la frustrazione, la rabbia. E’ là sopra che bisogna lavorare, è questo che bisogna costantemente accentuare. E’ questo che la gente vuole anche: essere colpita in modo fortissimo, in una maniera o nell’altra. Utilizzare la musica per creare uno stato d’animo, è quello che mi interessa di più” (T.Gear)
C’è del marcio nella blogosfera?
Due giorni fa mi è arrivata la newsletter di Babsi Jones che, in termini piuttosto definitivi, dichiara chiuso il suo blog, e rimanda al suo ultimo post per le spiegazioni. La cosa ovviamente mi ha piuttosto colpito. Il libro di BJ, “SLMPDS” è appena uscito, ed è passato quasi sotto silenzio nei media tradizionali, come nota Andrea Cortellessa in una quasi-recensione su “Tuttolibri” (“Dum Dum che silenzio”, 20 ottobre):
“Silenzio che sorprende, intanto perché il libro non è uscito presso qualche sofisticata stamperia di provincia, bensì per Rizzoli (sia pure con orripilante package editoriale); e poi perché l'uscita era da mesi la più preannunciata - sino all'isteria di piccoli e grandi fan - nell'universo sempre molto su di giri dei lit-blog”.
Cortellessa non apprezza il filo-serbismo dell’autrice, però riconosce che “queste 250 pagine di micidiale durezza sono anche (ardua combinazione!) un'autentica esplosione di energia, una tumultuosa cavalcata di ferro e sangue pressoché perfettamente padroneggiata da una raffinata struttura multipiano, che sbriciola la narrazione in mille schegge”: una “prosa dum dum” semplice e pura come l'acciaio.
Finalmente insomma, un'opera seria e approfondita che tramite la testimonianza diretta di chi vive la condizione di blogger, è in grado di introdurre anche il pubblico più disattento alle gioie, alle soddisfazioni e ai tormenti del magico mondo della blogsfera.
Un'operazione di sensibilizzazione dell'opinione pubblica che con semplicità e delicatezza affronta un tema ancora ostile per molti e offre in contemporanea la possibilità a chiunque di capire il perché alcuni affrontano una scelta di vita così estrema.