

"I sogni hanno la funzione di rovesciare le cifre del tempo, di far tornare indietro la storia, quindi di duplicare lo stesso movimento del film. C’è uno slittamento del tempo. Uno scivolamento della storia. E allora per semplificare è come se il film dicesse: “O la storia o l’arte”. La storia dorme e si sveglia, si risveglia sia per la guerra sia per la rivoluzione. Se nel senso del fatalismo si dice “ci saranno sempre delle guerre”, nel senso utopico, del principio-speranza, si dice “la rivoluzione durerà sempre”, e questo era il sessantotto". (Philippe Garrel, "I sogni che rovesciano il tempo", intervista in Filmcritica, 2005)
Mi rivedo a tarda notte il film, Leone d’argento due anni fa, di Philippe Garrel, Les amant reguliers, dedicato allo scomparso Daniel Pommereulle. Il film, in rigoroso bianco e nero, composto di lunghe sequenze, passa senza soluzione di continuità dalle barricate del maggio ’68 alle prime pippatine agli amorucci. Due sole canzoni, mi pare (o tre), “Vegas” di Nico e “This time tomorrow” dei Kinks. A un certo punto mi dimentico da quanto tempo lo sto vedendo, due ore? Due ore e mezza? Boh?! Un film lungo tutta una vita! Penso (sogno?) che non finirà mai. Alla fine François muore (Louis Garrel, figlio del regista, che aveva già interpretato il ruolo di Théo in The Dreamers di Bertolucci). Il film finisce. E’ durato tre ore (esattamente due ore e 58 minuti)
1. Archeologia della società dell'informazione

«La storia dell'umanità viene abitualmente suddivisa in epoche... Oggi si ammette generalmente che è iniziata una nuova era: quella post-industriale, in cui la capacità di utilizzare l'informazione ha assunto un ruolo decisivo ... Questa nuova fase viene oramai definita l'era dell'informazione.»
Già a metà degli anni Settanta la nozione di “società dell’informazione” dominava nei programmi dell’OCSE (Organizzazione per
In realtà, “è a partire dagli anni '50 che la mistica del progresso elettronico ha accolto la società post-industriale, l'esaurimento delle ideologie, la fine dell'impegno. Già allora si proclamava che la società globale sarebbe stata irradiata dalla comunicazione. E che l'avvenire sarebbe necessariamente appartenuto alla democrazia americana e ai mercati” (4).
Dorian X, Notre Dame de S.M.

Buone notizie per appassionati e collezionisti di vinile.
Per quanto possa sembrare controcorrente in questa era di iPods e di downloads digitali, i dischi in vinile – il formato fisico preferito dagli appassionati e collezionisti di musica indie - sono pronti a rientrare alla grande sul mercato e ad affossare i CD. Nel settore della musica indie e della scena dei DJ, in particolare, circola molto ottimismo al proposito. E non soltanto per i fans delle preziose edizioni limitate di Jesu o Isis (psichedelia, progressive). Gli impianti di stampa stanno incrementando la produzione.
Ma da dove proviene la domanda? Perchè tanta gente ancora ama il vinile, nonostante l’ingombro, e la prevenzione attuale verso ciò che è analogico? Per gli appassionati i dischi in vinile stabiliscono un contatto più diretto, più personale, più “caldo”, con gli artisti, sia per il formato e le illustrazioni, che per la migliore qualità del suono. Rispetto ai “freddi” CD, l’ascoltatore ci mette un maggior coinvolgimento, quel che ci vuole per chi ama realmente la musica.

«I tempi sono fuori di sesto [out of joint]; brutta sorte,
che io debba essere nato a mettere ordine.
Venite, rientriamo insieme [escono].» (Amleto)
In un sol giorno tre notiziole, diciamo così, “storiche” (o archeologiche), illuminano le prime pagine. Notiziole diverse, e di diversa consistenza, senza apparente connessione l’una con l’altra.
(oltre agli interessi sulle somme richieste, e la restituzione dei beni confiscati dallo Stato al momento della nascita della Repubblica Italiana)
"E' il risarcimento per 54 anni di esilio".
Il governo, per bocca del segretario generale della presidenza del Consiglio Carlo Malinconico - ha fatto sapere che "non solo non ritiene di dover pagare nulla ai Savoia, ma pensa di chiedere a sua volta i danni all'ex famiglia reale per le responsabilità che ha avuto nella storia italiana". Polemiche e feroci sarcasmi, anche sul web. Però se i due “regnanti” hanno promosso la causa di risarcimento, probabilmente contano veramente di ottenere, se non 260, “almeno” 130 milioni, o 65, fate voi. In Spagna sì, in Grecia sì, perché in Italia no? “Ridete, pezzenti”, mi sembra di sentirli dire, "ma col “giusto” clima politico, la causa volgerà a nostro favore".
Roma, la leggenda diventa realtà:
Trovato il Lupercale - la grotta di Romolo e Remo
L’ultima notizia è quella del coup de théatre del nostro Luigi Bonaparte, al cospetto del cui genio politico s’inchina perfino il Presidente della Camera.

Scriveva Karl Marx ne Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte:
“La nazione sente di trovarsi nella situazione di quell’inglese pazzo a Bedlam , che crede di vivere al tempo degli antichi Faraoni, e ogni giorno si lagna delle improbe fatiche cui deve sobbarcarsi come minatore nelle miniere d’oro dell’Etiopia... E tutto questo - geme l’inglese maniaco - viene fatto a me, libero cittadino della Gran Bretagna, per estrarre oro per gli antichi Faraoni." "Per pagare i debiti della famiglia Bonaparte? - geme la nazione francese...”.
Sembra quasi che il vecchio Marx voglia rubare il lavoro a sceneggiatori, costumisti e designer, al mondo dello spettacolo e della politica-spettacolo in genere, il quale fornisce, con le sue reminiscenze storiche le illusioni di cui capi politici e partiti hanno bisogno " per dissimulare a se stessi il contenuto grettamente borghese delle loro lotte e per mantenere la loro passione all’altezza della grande tragedia storica”.
Cosa meglio di qualche bel mito di fondazione (bipolare, Romolo-Remo) e qualche azzeccato "coup de théatre" per dissimulare i contenuti grettamente borghesi delle lotte per liberare i capitali dalle loro "catene"?
“ In particolare, gli analisti prevedono che la responsabilità della paralisi sarà imputabile principalmente ai contenuti web che appesantiscono le connessioni, come video streaming interattivi e trasferimenti di file in modalità peer-to-peer. Poco alla volta le maglie della rete finiranno con l'essere congestionate, e per il 2010 - stimano i ricercatori Nemertes - non saranno più vivibili ”
Per evitare la catastrofe virtuale i provider e i gestori della rete dovrebbero investire cifre doppie rispetto a quelle preventivate. E’ prevedibile che i più privilegiati si rifugeranno nelle città virtuali di Second Life, protette da guardie private, mentre i barbari si disputeranno gli ultimi peer-to-peer disponibili.
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie