geiger dysf

"In condizioni di emergenza un governo nazionale farĂ  del suo meglio con censura, spettacolo e indorature mediatiche - "il sistema militare e di intrattenimento" - ma all'esterno del suo lotto di proprietĂ  tutti gli altri se la rideranno" (Bruce Sterling)
giovedì, 31 luglio 2008

Mediaset vs YouTube - «La legge è uguale per tutti. Anche la pioggia bagna tutti, ma chi ha l’ombrello si ripara».

   «La legge è uguale per tutti. Anche la pioggia bagna tutti, ma chi ha l’ombrello si ripara». (proverbio vietnamita)

 

   Adesso che il Grande Capo è impunibile, cosa faranno i suoi avvocati? Se ne andranno a spasso? Emigreranno? Cercheranno un nuovo lavoro con un nuovo padrone? Eh, problema mica tanto peregrino, che sono veramente tanti e da qualche parte dovranno pure gozzovigliare, con quel che costano. Molti sono già sistemati in parlamento, ma tutti gli altri? Pensa e ripensa, hanno finalmente avuto la pensata geniale. Chiedere nientemeno che a Google-You Tube 500 milioni di eurazzi “per illecita diffusione e sfruttamento commerciale di file audio-video di proprietà delle società del gruppo” (Mediaset, obviously).


   Il ragionamento mica è scemo. Questi come trovano la mucca da mungere, mungono. E il Web, hanno pensato, è la nuova frontiera dei mungitori. Nientepopodimenochè “4.643 filmati di nostra proprietà” circolavano imperterriti sul Grande Tubo, “pari a oltre 325 ore di materiale per ben 315.672 giornate di visione perdute dalle tre reti Mediaset” (solita pedanteria degli azzeccagarbugli). Questo è il danno "emergente", al quale occorrerà aggiungere "i mancati introiti pubblicitari". Tralasciamo le solite penose e ridicole storie di copyright-no copyright. Questi signori devono campare. Mica possono ridursi all'assegno sociale e al precariato.  Il trucco? Scoprire dove la legislazione è vacante (in vacanza) per le entrate, e così rifarsi delle uscite dovute alla legislazione scassaballe. E la giostra continua.


Aggiornamento 1 agosto: interessante articolo di Mantellini su Punto Informatico:mediaset e le occasioni perdute.aspx



  L’articolo che segue è tratto da “Diario” del 2003, però credo che renda bene l’idea. Se qualcuno vuole aggiornarlo faccia pure. Fatemi sapere.

 Avvocati miei, carissimi

«Bel risultato, e pensare che ho speso 500 miliardi in legali». Così Berlusconi ha commentato la sconfitta in Cassazione. Ecco cinque ipotesi per spiegare come sia possibile spendere così tanto nelle aule di giustizia

di Gianni Barbacetto e Beppe Cremagnani

Problema: può un uomo che dichiara un reddito di 10,6 miliardi (nel 2001) spendere 500 miliardi – di vecchie lire, naturalmente – in parcelle di avvocati, elargire cioè ai suoi legali ogni anno, per una decina d’anni, qualcosa come tre o quattro volte l’ammontare dei propri guadagni?

postato da doktorgeiger alle ore luglio 31, 2008 16:01 | link | commenti (2)
categorie: politica, economia, deliri, internet, cronaca, diritto, interventi, video, frasi celebri, informazione, idiozia, attualitĂ , amenitĂ , emergenza
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mercoledì, 30 luglio 2008

Server in the Sky with Diamonds

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Un archivio globale per i dati biometrici

 

   Impronte digitali, scansioni dell'iride, dati genetici potrebbero essere inseriti in un gigantesco database internazionale, che si chiamerà Server In The Sky, nel quale raccogliere i dati completi di milioni di individui most wanted (criminali, terroristi, sospetti) su scala mondiale, in realtà nello schieramento che già partecipa al network di Echelon, USA, GB, Canada, Australia, Nuova Zelanda, associati nell'International Information Consortium. Naturalmente lo scopo è quello di garantire la sicurezza degli Stati coinvolti nella war on terrorism (migranti e devianti sociali inclusi).

 

   Il progetto era stato rivelato in gennaio dal quotidiano inglese The Guardian. e motivato come richiesta del FBI di accedere ai dati biometrici della Gran Bretagna:

 

   "Server In The Sky è un'iniziativa dell'FBI volta a rendere possibile la ricerca avanzata e lo scambio di informazione biometrica su scala globale. Il progetto è ancora in fase di definizione - precisano dall'FBI - ma una volta completato fornirà agli stati membri gli strumenti per poter cercare e consultare informazioni di natura biometrica raccolte dalle forze dell'ordine di altri stati".150108biometric

 

  Server in The Sky avrà lo stesso stesso obiettivo di quanto si propone il trattato di Prum in ambito europeo, il quale prevede la condivisione automatica dei database biometrici e genetici. Al trattato hanno aderito finora Germania, Spagna, Francia, Belgio, Finlandia, Slovenia, Olanda, Austria e Lussemburgo. Anche la Gran Bretagna si appresta ad aderirvi, concedendo l’accesso a un database di sette milioni di impronte digitali (è chiaro che, con un database così “sterminato” non si tratta di “semplici sospetti” o di “ricercati most wanted”).

 

   Di Server in the Sky si discute dall’anno scorso, su proposta del ministro dell’interno tedesco di allargare il Trattato di Prum agli Stati Uniti. L’FBI ha previsto un progetto pilota entro quest’anno, ma naturalmente su tutta la faccenda c’è riservatezza.  “L’ FBI sta proponendo una cosa che verrà discussa dall’ International Information Consortium group, ma siamo solo all’inizio; non vi è ancora alcun accordo”, ha dichiarato un portavoce della NPIA (National Policing Improvement Agency).

 

   La società statunitense Northrop Grumman, che ha realizzato il database biometrico inglese Ident1, è stata già contattata dal FBI per un eventuale coinvolgimento. Comunque, Server in the Sky si mostra “come una delle possibilità percorribili, non certamente l’unica”, ha dichiarato un funzionario del ministero dell’Interno americano.

 

   Anche l’Italia, nella sua corsa ad adeguarsi al Trattato di Prum, ha varato il database del DNA.  Aveva iniziato  il Governo Prodi a ottobre dello scorso anno, all’epoca della prima emergenza Rom-Romeni. Successivamente in maggio il governo Berlusconi, nell’ormai famigerato Pacchetto Sicurezza, un vero e proprio vaso-di-pandora del tecnocontrollo e della paranoia securitaria, ha approvato la costituzione di un database del DNA che inizialmente riguarda i detenuti, i nuovi arrestati e i campioni raccolti dalle forze dell’ordine sulle scene dei delitti. Il costo è di 12 milioni di euri per lo “start up” e 6-7 milioni per la gestione annuale. Verranno assunti 400 dottori in Biologia.

 

vedi:

   it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_Prum

   www.interno.it/mininterno/.html

   www.giustizia.it/,ADESIONE AL TRATTATO DI PRUM E ISTITUZIONE DELLA BANCA DATI  

        

postato da doktorgeiger alle ore luglio 30, 2008 11:37 | link | commenti
categorie: politica, tecnologia, globalizzazione, sicurezza, guerra, impero, informazione, attualitĂ , controllo, emergenza, tirannia
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martedì, 29 luglio 2008

Dr.Dragan Dabic, alias Radovan Karadzic

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(qualsiasi cosa pensiate del personaggio politico & militare, dovete ammettere che è uno dei travestimenti più esilaranti e più riusciti mai visti, una grande maschera balcanica di scespiriana-kusturiciana grandeur, senza offesa, anzi, quasi con ammirazione........a quando un Radovan Berlusconic travestito da ascetico buddhista, magicamente folgorato sulla via di Lhasa? )

Dr. Dragan Dabic "Healing from Within: The Ever Increasing Need for Alternative Viewpoints in the Modern World".

Welcome to the Official Web Site of Dr. Dragan Dabic

Dr. Dragan Dabic - Neuropsihijatar i Bioenergeticar - Neuropsychiatry, Alternative Medicine and Energy, Chinese Medicine, Medicinal Herbs and Macrobiotic Diet.

  dragan-dabic-devojka The expression "alternative medicine", as used in the West today, takes into the consideration any healing practice "that does not fall within the realm of conventional medicine". As such they could include chiropractice, herbalism, Yoga, traditional Chinese medicine, different Indian practices, naturopathy, meditation, bioenergy, massage, hypnosis, homeopathy and diet-based therapies, in addition to other alternative practices. Holistic approach is not a method or a treatment, rather, it is an everyday philosophy of how life should be lived.

postato da doktorgeiger alle ore luglio 29, 2008 15:53 | link | commenti (1)
categorie: politica internazionale, attualitĂ , amenitĂ , balcani
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lunedì, 28 luglio 2008

Tutti i periodi storici hanno fine

  

shibuya

   Enzo Mazzi afferma nell’articolo apparso ieri su Liberazione, “Il governo demonizza i migranti e il Vaticano benedice l’emergenza” (riportato qui di fianco nella rubrica Segnalazioni):

 

   La vera gravissima emergenza nazionale è questo governo autoritario che fomenta la paura per alimentare un senso comune reazionario e così scaricare col consenso della maggioranza le pesanti contraddizioni della globalizzazione liberista sul capro espiatorio di turno invece che assumersi il gravoso compito di governarle.

Il fascismo nacque così, con strategie analoghe, passo dopo passo, decisione aberrante dopo decisione aberrante, dettate da emergenze sbandierate, enfatizzate e spesso inventate. Mussolini divenne in tal modo il salvatore della patria agli occhi di una società che fu indotta a vedere nella dittatura, piuttosto che nella lotta sociale e nell'organizzazione di classe, la soluzione agli angosciosi problemi del dopoguerra e delle trasformazioni indotte da un industrialismo inumano e oppressivo.

 

   Il baratro si aprì a poco a poco con dosi progressive di una droga che addormentò ogni senso critico nella maggioranza degli italiani. Quando ci svegliammo eravamo già all'inferno.

 

 

   Al di là di come si voglia chiamare l’attuale regime, l’osservazione storica ci porta a constatare che ad ogni periodo storico di sviluppo socio-economico promettente ne segue uno di reazione, o di riassestamento (in positivo o in negativo). Lo sviluppo industriale della Belle Epoque sfociò nella Prima Guerra Mondiale e nel fascismo; il Boom economico del Secondo Dopoguerra approdò al ’68 e a un paio di decenni di complesso riassestamento; la nuova Belle Epoque si aprì nel 1989 con le speranze riposte nella fine dei blocchi, nella globalizzazione e nella New Economy, ma entrò in crisi clamorosamente col 9/11.

 

   Gli anni Novanta, che sembravano promettere la globalizzazione come benessere e pace si trasformano via via in un massacro generalizzato. Esplodono le guerre etniche. Anche lo scrittore cyberpunk Bruce Sterling ritiene che il parallelo con la Belle Epoque sia inquietante, e che vi possa essere un collasso generale del sistema:

 

   “Tutti i periodi storici hanno fine, e due sono i modi in cui finiscono: o saltano o vengono spinti giù… L’alternativa di saltare si offre a un periodo storico quando sa cambiare grazie al proprio successo”

 

(le corti feudali divenute stati nazionali, gli stati agrari trasformati in democrazie industriali) ( in Tomorrow Now, 2004, p.197). La Belle Epoque venne invece spinta giù, dalla Prima Guerra Mondiale.

 

   “Il fallimento può cambiarti annientandoti, mentre non esiste trasformazione altrettanto indiscutibile quanto un successo. Un periodo storico vincente adempie al suo più o meno manifesto destino, e riesce, più o meno, a ottenere quel che vuole” (idem).

 

  

   Riusciremo dunque, come civiltà, a farci carico delle pesanti contraddizioni della globalizzazione e della New Economy, e a elaborarle in positivo? O dovremo affrontare un lungo periodo di regressione e di disastri?

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domenica, 27 luglio 2008

Gli Italiani e gli Zingari, riesumato un antico pregiudizio

mauro biani rom cinesi


World Focus: Italians and the Gypsies – an old prejudice revived
By Peter Popham
Friday, 18 July 2008 (da www.independent.co.uk.html, via paniscus.splinder.com/, “Il giornalismo vero”)

(come "lettura domenicale" propongo questo articolo tratto dall'Independent, un po' per capire come "ci vedono" altrove, un po' per richiamare l'attenzione sul fatto che l'estensione del programma di impronte digitali a tutti i cittadini italiani non è che un trucco per mascherare le leggi razziali, i pogrom, lo stillicidio di emergenze quotidiane e tutte le bestialità dette e commesse dal Ministro di Polizia

The decision by Silvio Berlusconi's government that all Italian citizens should now be fingerprinted, and that from 2010, all national identity and residence cards will carry fingerprints seems bizarre. There is no urgent reason for such an elaborate programme and fingerprints are out of date as an identification method.

The real reason for the decision, which received initial assent from a parliamentary committee on Wednesday, is to enable the government to continue taking the fingerprints of Roma or Gypsies who live in camps, both legal and informal, on the outskirts of many Italian cities, a policy which bears comparison with the worst days of Benito Mussolini.

A month ago the Interior Minister, Roberto Maroni, a member of the anti-immigrant Northern League, announced that all residents of such camps, including children, would be fingerprinted – a decision that prompted outrage inside Italy and beyond. Unicef, the Council of Europe, the Catholic Church, and Amnesty International have condemned the initiative, one that, despite being a clear violation of EU law, is already under way in the Naples area. This week's decision, which still has to be signed off by parliament, means that under cover of a national programme, the fingerprinting of the residents of the so called "nomad" camps can continue without interruption.

But why fingerprint the Gypsies? The most significant issue in the general election campaign this spring was what was called the "security emergency": the perception by Italians that violent crime was rapidly on the increase, and that it was the fault of foreigners.

In fact crimes of violence are not soaring, but there has been a large rise in legal and illegal immigration in recent years. As in other parts of Europe this has been accompanied by a strong anti-immigrant groundswell which finds focus whenever a foreigner is accused of some heinous crime. Gypsies are not proportionately more to blame for these crimes than other groups.

But an ancient prejudice against Gypsies (who have lived in Italy since the 14th century) has been fuelled by paranoia about security in general, and a common confusion between rom (Roma) and rumeni (Romanians) who as EU citizens, have moved into Italy in large numbers since Romania's accession to the union in 2007.

Mr Berlusconi's government seems determined to exploit and amplify the hysteria.


There is little to suggest that the government will desist from seeking to gratify its political constituency with further measures of this kind.

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sabato, 26 luglio 2008

Mosquito Teen Buzz

sound-design mosquito

 

   Aggeggi elettronici “anti-giovani” come il Mosquito sono la dimostrazione di come la paranoia da controllo si vada estendendo in modo capillare, affidando al “mercato” quelle che erano prerogative dell’intervento pubblico. Lo spazio pubblico si va sempre più frantumando e segmentando fra nuovi confini interni e apartheid.  


   La “nuova frontiera” del tecnocontrollo sta tutta nell’accelerata colonizzazione  del sensorium, dalla telesorveglianza alla rilevazione dei dati biometrici. Allo stesso tempo questa accelerazione ed estensione senza precedenti della riproducibilità tecnica del controllo non fa che  moltiplicare la violenza, l’insicurezza, gli incidenti, la paranoia, la debolezza generale del sistema esposto a improvvisi crolli, l’infiltrazione terroristica, e l’uso alternativo, creativo e underground della stessa tecnologia, in modi ancor più diffusi e imprevedibili.

 

   Il Mosquito anti-adolescenti si è rivelato rapidamente un apparecchio “diabolico”. L’inventore, l’inglese Howard Stepleton, specialista in sistemi di sicurezza, ha trasformato le frequenze del suono in un’arma micidiale in grado di allontanare i ragazzini assembrati davanti a negozi e altre attività commerciali. Però, proprio come un’arma, il suo suono insopportabile agli under 20 può recare danni all’udito e spavento ai bambini e agli stessi adulti.  In più coinvolge anche passanti ignari, trasformando le strade in un percorso acustico a ostacoli.

 

   Ciò nonostante il Mosquito device dal principio del 2006 si è diffuso commercialmente anche in Francia e in Svizzera, dove è stato utilizzato perfino dal Municipio cittadino di Ginevra, che ha sede nello storico palazzo Eynard, per difenderlo dall’assalto dei graffitari.

 

   Dal danno alla beffa il passo è stato breve. Sfruttando lo stesso principio, ma al contrario, basandosi cioè sul fatto che la maggior parte degli adulti, con il passare del tempo, perde progressivamente la capacità di udire suoni ad una certa frequenza,  uno studente di Long Island, David Herzka, ha trasformato Mosquito in suoneria per cellulari anti-adulti e anti-prof, udibile cioè solo dai più giovani a dispetto di qualsiasi divieto, e l’ha chiamata Mosquitotone. Lo stesso Stepleton, inventore di Mosquito ha quindi sfruttato commercialmente il nuovo fenomeno rapidamente diffusosi fra i giovani, etichettato come “Teen Buzz”, applicando la stessa tecnologia alle suonerie (qui un esempio in formato Mp3, udibile forte e chiaro solo a chi ha meno di 25 anni: download.npr.org/anon.npr-mp3/atc/atc_teenbuzz.mp3).

 

   In questo caso, non solo i confini fra l’uso repressivo e l’uso alternativo si sono annullati, ma questo annullamento si è incarnato nello stesso inventore il quale, a seconda delle convenienze, si è offerto come mercenario all’una e all’altra sponda. Ce n’è abbastanza per prevedere futuri scenari di guerre elettroniche, virtuali, biometriche e genetiche, combattute a colpi di ultrafrequenze e alterazioni di codici genetici, come già anticipato ampiamente dalla narrativa cyberpunk e dalla sociologia postmoderna.

 

   La tecnoutopia del controllo ha fatto fallimento perché più complessi sono i sistemi più i flussi di comunicazione sfuggono al controllo. Eppure possiamo prevedere che la via d’uscita dalla crisi economica attuale sarà proprio quella di un rilancio della tecnoutopia securitaria, e dello sviluppo di sistemi sempre più pervasivi e cablati ermeticamente di teletrasmissione, telepresenza, realtà virtuale.Questo avrà l’effetto di rilanciare gli investimenti economici in una direzione che sarà quella della militarizzazione dell’economia, ma nel medio periodo produrrà effetti di esasperazione e moltiplicazione del panico” (Franco Berardi).

postato da doktorgeiger alle ore luglio 26, 2008 09:14 | link | commenti (3)
categorie: tecnologia, economia, sicurezza, comunicazione, attualitĂ , controllo, emergenza
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venerdì, 25 luglio 2008

Mosquito Wars



  

   La diffusione delle CCTV (Closed Circuit Television Cameras) in Inghilterra è stata portentosa, fin dai tempi della Thatcher. Anche Tony Blair ne appoggiò la diffusione, determinato a cancellare l’”errata” percezione che il partito laburista fosse troppo debole coi delinquenti.  E comunque la crescita esponenziale del settore non è dovuta all’iniziativa statale, ma  alle compagnie private e alle amministrazioni locali, desiderose di tenere alla larga dal centro le bande di ragazzi e di garantire la sicurezza dei consumatori.

   Anche se spesso viene usata la metafora del “Grande Fratello”, l’analogia non è del tutto pertinente, in quanto non c’è una burocrazia centralizzata di sorveglianza. La maggior parte della sorveglianza è garantita dalla sicurezza privata, che poi comunica alla polizia e agli investigatori i dati in proprio possesso. Anche se non c’è alcuna evidenza che i reati siano diminuiti, al contrario si è accresciuta la spirale di violenza, il sistema delle CCTV sembra destinato a restare, e anzi ad essere integrato da nuove tecnologie.

  sound-design mosquito Particolare allarme, è il caso di dire, sta suscitando la diffusione fra i commercianti del cosiddetto Mosquito anti-giovani, soprattutto in Gran Bretagna, Svizzera e Francia. Al punto che il Ministro belga della Gioventù, Marc Tarabella, si è rivolto al Parlamento Europeo per limitarne la vendita. Ed è cominciata una raccolta di firme per la messa al bando.

   Per chi non lo sapesse, Mosquito è il nome di un dispositivo sonoro, in circolazione da qualche tempo, che, come per gli apparecchi utilizzati per allontanare stormi e animali, ha un preciso obiettivo di disturbo: emette infatti un suono estremamente irritante, a una frequenza di circa 17 mila hertz, udibile soprattutto dai timpani degli under 25. Il sibilo intenso costringe gli assembramenti di giovani a sciogliersi, con grande soddisfazione dei negozianti, dei gestori di alberghi, delle banche.


ASCOLTA GLI AUDIO

   Peccato però che il Mosquito procuri anche un gran mal di testa e lo stordimento delle orecchie, oltre a violare il diritto fondamentale (finora) di libera circolazione, quindi costituisce un pericolo per la salute e un’oggettiva discriminazione anti giovani. L’episodio che ha suscitato la protesta del ministro Tarabella è accaduto in aprile a Liegi: "L'apparecchio era stato installato fuori da una banca per evitare che gruppi di giovani vi si riunissero di fronte, ma il suono raggiungeva anche una fermata di bus poco distante, colpendo tutti i ragazzi e i bambini presenti. Uno di loro è tornato a casa stordito e con un forte mal di testa e sua madre ha denunciato il fatto. Alcuni medici hanno detto che il dispositivo potrebbe arrecare seri danni all'udito - spiega il ministro - ma accanto a questo rischio c'è una questione di principio che interessa la libertà di circolazione e di associazione dei giovani, perciò è necessario fare il possibile per vietare la commercializzazione e utilizzazione dell'apparecchio".mosquito

   Secondo Tarabella, "se ogni negoziante mettesse il dispositivo davanti alla sua porta, diventerebbe impossibile camminare per la strada, non solo per gli adolescenti ma anche per i bambini  - è un sistema inaccettabile, viola diritti fondamentali e finisce per considerare tutti i giovani come parassiti, anche quelli che non creano alcun problema".

   Il ministro belga ha perciò chiesto di "segnalare la pericolosità dell'apparecchio tramite Rapex, il sistema di allerta rapido della Commissione Ue sui prodotti pericolosi. In questo modo il Commissario europeo alla protezione dei consumatori, Meglena Kuneva, sarà chiamato a intervenire".  L’obiettivo del ministro è di ottenere un intervento comunitario e transnazionale affinchè la vendita del dispositivo venga proibita in tutta Europa.

   Il PSE (Partito Socialista Europeo) ha appoggiato questa proposta. Il vicepresidente del gruppo Jan Marinus Wiersma ha dichiarato che “ queste scatolette devono sparire.  La loro discriminazione a tappeto contro i giovani è scioccante. Se ci sono dei gruppi di adolescenti che creano problemi, la risposta deve essere data da polizia e servizi sociali, non da un uso perverso della tecnologia. È inaccettabile che alcune aziende si arricchiscano trasformando intere aree urbane in zone off-limits per i ragazzi".

   Intanto l’associazione 'Territoires de la memoire', ha lanciato una campagna di protesta e una raccolta di firme attraverso il sito www. trianglerouge. be/mosquito, dove è anche possibile sperimentare l'impatto sonoro del dispositivo.

fonte: la Repubblica 2 aprile 2008, "In Europa rivolta contro Mosquito"

(continua)

 

postato da doktorgeiger alle ore luglio 25, 2008 08:54 | link | commenti
categorie: tecnologia, sicurezza, video, controllo, emergenza
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mercoledì, 23 luglio 2008

Ogni giorno si apprendono storie tremende

film-noir

 

   Ogni giorno si apprendono storie tremende, e tante di esse hanno a che fare con “forze dell’ordine” che, certe di un’impunità ormai pluridecennale, si permettono ogni tipo di crudeltà su persone indifese. Del resto è di questi giorni la sentenza per le torture nella caserma di Bolzaneto, durante il G8 del 2001…Non voglio generalizzare. Esiste un manipolo di poliziotti (ho il piacere di conoscerne alcuni) e anche di carabinieri spaventati dai progressi che il fascismo, inteso come ideologia della sopraffazione su chi non si può difendere, fa tra i loro colleghi, specialmente se in posti di comando. La piaga che sta avvelenando la società italiana si manifesta anche in quell’ambiente, è ovvio. Con la differenza che parliamo di persone autorizzate a portare armi, e a usarle” (Valerio Evangelisti).

 

   Quando parliamo di stato d’emergenza, paranoia securitaria, controllo, tendenze autoritarie e/o totalitarie, di solito ne parliamo per linee molto generali, per tendenze che cerchiamo di decifrare, ma che potrebbero successivamente venir contraddette, modificate, soppiantate, superate (uso il noi perché ovviamente non sono né il solo né il primo a farlo, e c’è chi lo fa molto meglio di me). Nel passaggio dalle decisioni politiche all’attuazione pratica, succede di tutto, spesso i presunti fini vanno a farsi benedire, mentre intanto i mezzi, la macchina operativa messa in moto va avanti per conto suo combinando sfracelli imprevedibili. Il fine giustifica sì i mezzi, ma nel senso che sono i mezzi a farla da padroni, senza curarsi se poi gli ingranaggi nel frattempo hanno procurato un po’ di “danni collaterali”. L’esempio più clamoroso è la guerra in Irak, già data per vinta dopo un mese di guerra aerea, e che è ancora lì, incerta se continuare per un altro decennio a macinare morti.

federico aldrovandi2 

  Non bisogna dimenticare che, a fare le spese dello stato d’emergenza e del crescente clima di aggressività e di sopraffazione, sono persone concrete, in carne e ossa, col loro vissuto, con le loro attese, gioie, speranze, debolezze. Come tutti. Come Andrea Tartari, accoltellato domenica a Ravenna a quanto pare da due camionisti. Un episodio che può capitare a chiunque, per una banale lite di traffico o di sguardi storti. Ma può capitare, sempre a Ravenna, una cittadina un po’ “nervosetta” ultimamente, che a fare le spese dell’aggressività generale e dell’eccesso di zelo della polizia municipale, siano tre nigeriani, come ci racconta lo scrittore e giornalista de Il Resto del Carlino Nevio Galeati, nel suo blog intitolato a Luca Corsini, l’”investigatore di provincia” protagonista dei suoi romanzi polizieschi. AldoBianzino

   Certamente uno dei tanti episodi in un paese rapidamente divenuto il paese più razzista e pistolero d’Europa.  Accade più o meno come in Momodou, il racconto di Wu Ming inserito nell'antologia Crimini italiani  (Einaudi, 2008), che potete trovare qui: momodou.pdf. E alle pistolettate non sfuggono neppure i cervi, abbattuti così, tanto per, in pieno centro a Bolzano. La notizia viene poi costruita o ricostruita come meglio aggrada alle “forze dell’ordine” (che non sono sempre così, naturalmente, ma ultimamente lo sono spesso) e ai loro giornalisti embedded. E quando ci sono delle vittime, come nel caso di Federico Aldrovandi, di Riccardo Rasman, o di Aldo Bianzino, per parenti e amici diventa un calvario riuscire a ripristinare almeno in parte la verità e la dignità calpestati dalla certezza d’impunità di chi dovrebbe tutelare l’”ordine” e la “sicurezza”.

 

   Sulla morte di Aldo Bianzino potete leggere l'articolo di Valerio Evangelisti su Carmilla, Aldo Bianzino, ucciso/6, e visitare il sito a lui dedicato, veritaperaldo.noblogs.org/

   Su Riccardo Rasman: L'uccisione di Riccardo Rasman/3.

   Sui tre nigeriani arrestati a Ravenna: www.lucacorsini.com/

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martedì, 22 luglio 2008

Mattatoio

Caccia al cervo in centro
feriti due passanti

L'animale, impaurito per un improvviso temporale, è sceso a valle e ha scorrazzato per le vie di Bolzano, ferendo in modo non grave due persone. Dopo essere stato inseguito da vigili del fuoco e polizia, il cervo è stato abbattuto con tre colpi di fucile perché ritenuto pericoloso

 

 cervo bz5

(a volte i commenti possono più di qualsiasi articolo; questi sono tratti dall'edizione on line di "Alto Adige")
Chi Ha Ucciso Bambi?

, MAIALI !

 

un gesto ignobile ,chi l ha commesso andrebbe punito .si poteva sedare

 

·                                                                                                                                                        l'uccisione del cervo nel centro di Bolzano è stato un gesto ignobile e incivile!!! Perchè è stato ucciso, il cervo era spaventato e disorientato lo si poteva narcotizzare.Chi sono gli stupidi scellerati che hanno condotto le operazioni per rendere il cervo inoffensivo?Devono essere puniti per la loro inettitudine e non uso parole pesanti perchè sono una persona civile a differenza di chi a ucciso il cervo.Vergogna,Vergogna!!!

·                                                                                                                                                        orripilanti le scene viste in tv. non si poteva sparargli una dose di sonnifero??? in alto adige dove sono sempre cosi' attenti....mi meraviglio molto.