geiger dysf

"Si può vivere soltanto se, con una certa frequenza, non si fa quello che ci si propone. L'arte consiste nel proporsi la cosa giusta da non fare" (Elias Canetti)
lunedì, 29 dicembre 2008

Auguri di Felice 2009

postato da doktorgeiger alle ore dicembre 29, 2008 15:04 | link | commenti (2)
categorie: eventi
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venerdì, 26 dicembre 2008

Tribal Steam Pin Up

   Bene, dopo Bettie Page, è giusto aggiornarsi con questa collezione di foto scattate da Christopher Perez, Portland (Oregon), ognuna concepita come variante della steam age. Quella che segue è classificata come tribal steam age.

age of tribal steam2

   Alternative History - Age of Tribal

"Images gathered from across the Mulitverse. Exceedingly rare and difficult to find, these appear to be from the Ages of Victoria, Punk, Steam, Tribal, and Samurai. How they withstood the stresses of crossing the gaps between Ages in the Multiverse may never be known, let alone understood."




smilingmonk1


   Alternative History - Age of Dystopic Victoria

I have stumbled upon something of incredible rarity. Images from across the gap between various Ages have, unexpected, become available to me. They have withstood the incredible stresses of Multiverse time sharing to be revealed here for perhaps the first time in this Post Modern Age. The scroll work looks to be mid-1800's French, perhaps from Paris.”




age of dystopic victoria


   Potete visitare l'intera collezione su flickr:

www.flickr.com/photos/christophersoddsandsods/
postato da doktorgeiger alle ore dicembre 26, 2008 16:44 | link | commenti (2)
categorie: fotografia, fashion, erotica, steampunk, victoriana
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giovedì, 25 dicembre 2008

New Babbage, Steampunk City in Secondlife

New Babbage è una città a tema Steampunk in secondlife che convoglia appassionati da tutto il mondo in un unico  posto in cui giocare e creare. Il video ci mostra New Babbage in un viaggio a volo d’uccello. Per saperne di più, potete visitare Cybavaria
 

La musica è di Philip Glass, Sinfonia nr.4, “Heroes”.

 






Anche a New Babbage l’arrivo dell’inverno viene celebrato il 5 novembre con falò e fuochi d’artificio. E l’immancabile Ouverture 1812.


postato da doktorgeiger alle ore dicembre 25, 2008 13:17 | link | commenti (2)
categorie: video, steampunk
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lunedì, 22 dicembre 2008

Freedom From Want - Bettie Page

 

   Nei miei limiti attuali di tempo, difficile che possa occuparmi anche di erotismo in maniera costante (anche se nel genere gothic horror ce ne sarebbero da dire di cose in merito). Farò un’eccezione per Bettie Page, famosa pin up americana degli anni ’50, nota anche per le numerose fotografie di moda e fetish scattate da Irving Klaw. Nata a Nashville nel 1923, è morta a Los Angeles l’11 dicembre scorso.

   Indubbiamente Bettie Page è stata uno dei sex symbol più popolari d’America, la pin up per eccellenza, cui ancora oggi sono dedicati migliaia di siti e fan club. A lei è stato dedicato recentemente anche un film, The Notorious Bettie Page (2006). Bettie fu lanciata da Playboy , diventando ben presto la prima modella a sdoganare, in pieni anni Cinquanta,  bondage, fetish, spanking, SM, etc. con le sue foto che apparivano oltre che su “Play Boy”, su riviste come “Whisper”, “Wink”, “Taboo”, “Bizzarre”. Nel 1955 venne coinvolta nella prima grande inchiesta governativa sulla pornografia.

Norman Rockwell

   Interessante questa osservazione, che traggo da blueblog.it, e che spiega il titolo di questo post:


   gli anni Cinquanta sono per l’America gli anni del boom economico e dell’ottimismo propagandistico più infantile e ingenuo, com’è evidente dalle illustrazioni, dalla pubblicità, dalla moda, dal cinema: famiglie riunite a tavola, sempre sorridenti ed euforiche, vestitini asensuali, picnic sull’erba rasata e verdissima, clima perennemente estivo, etc.  

   “In tutto questo mancava il sesso. Assolutamente invisibile, imprevisto, neanche sott’inteso. Ecco: Bettie Page porta il sesso in questo scenario, ed è come Prometeo che dona il fuoco agli umani. Che, da allora, bruciano.”.

bettiepage2

   Improvvisamente bikini, fiorellini e crinoline vengono messi da parte, e subentra l’armamentario feticista: corsetti e corpetti, tacchi vertiginosi e maschere di pelle, fruste e frustini.  Bettie Page fu la prima, o una delle prime, ad impersonare questa “rivoluzione” del modello conformista dominante, almeno fino ai primi anni Sessanta. Poi arrivò la Controcultura, ma questa è tutta un’altra storia.


postato da doktorgeiger alle ore dicembre 22, 2008 16:23 | link | commenti (8)
categorie: personaggi, video, erotica
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domenica, 21 dicembre 2008

This Vicious Cabaret

“This Vicious Cabaret”

Lyrics di Alan Moore, disegni di David Lloyd, suoni di David J (Bauhaus).

In un certo senso, questa è la soundtrack originale di "V for Vendetta":  il brano è tratto dall’omonimo EP  inciso da Alan Moore in collaborazione con David J., bassista dei Bauhaus, nel 1984 (in effetti,è una storia che viene da lontano).





In alternativa c'è questo godibilissimo video realizzato da Cathrine Wales:
postato da doktorgeiger alle ore dicembre 21, 2008 16:17 | link | commenti (4)
categorie: musica
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sabato, 20 dicembre 2008

Ouverture 1812 - Memoria e Vendetta

V:“Non si potrebbe desiderare un palcoscenico più adatto… Ma aspetta! E’ a Madame Giustizia che dedico questo concerto in onore della  vacanza che sembra aver preso da questi luoghi  e per riconoscenza all’impostore che siede al suo posto .

Dimmi, che giorno è oggi, Evey?

 

Evey: “Il 4 novembre…“

 

V: “Non più ormai…Ricorda per sempre il 5 novembre, il giorno della Congiura delle Polveri contro il Parlamento. Non vedo perché di questo complotto nel tempo il ricordo andrebbe interrotto. Prima l’ouverture…sì…sì…gli archi…ascolta attentamente…ora gli ottoni…”



Soundtrack: Tchaikovsky & Dario Marianelli






“La vendetta ha ovviamente a che fare con la memoria. Con il vissuto sedimentato e “fissato”, inciso nella memoria; il vissuto in quanto engramma, potremmo dire, cioè in quanto segno impresso nella memoria culturale collettiva e individuale. Nel nostro codice culturale elementare, l’engramma “vendetta” sembra potentemente inciso, divenendo anzi uno dei più formidabili engrammi mnemoattivi  a disposizione della politica e delle tre grandi religioni monoteistiche che insistono sulla nostra cultura.

   Anche per l’insistenza di queste tracce, se coltivate e dissodate periodicamente dal culto del passato, questo - il passato - sembra talvolta non voler passare e l’intera esistenza umana appare come la cima di una memoria cumulativa. Il passato che non passa offre materiali fondamentali per il processo d’identificazione personale e di gruppo, ma anche al rancore ed allo spirito di vendetta:

“L’atto di ricordare è collegato anche ad una funzione di salvataggio che permette il ritorno su temi e scene non attuali. Infine è anche un risultato di intrecci con cui il presente, di volta in volta nuovo, s’infila, coattivamente e volutamente, nei più vecchi nodi di dolore”. Ed è così che conserviamo, nelle nostre memorie collettive, una serie di sconfitte e di perdite. Consacriamo loro anche culti, ricorrenze e date: c’è il Giorno della Shoah, che tramanda il ricordo dell’olocausto; c’è l’11 settembre per gli Stati Uniti ed i Paesi alleati, o il 16 ottobre che tramanda la razzìa nel ghetto di Roma. 

2006_v_for_vendetta_wallpaper_004

   Se dunque evidente è il nesso tra memoria e identità, lo  è anche quello tra memoria e risentimento. Ma ha senso elaborare il lutto ad libitum?

Sloterdijk forse azzarda, definendo “scuse” di memorie liberatrici e chiarificatrici i riti di rammemorazione dei dolori passati. Tuttavia, che la questione sia delicata lo prova il fatto che da sempre si cerca un punto di equilibrio, impervio e scabro, tra l’esigenza di non dimenticare ed il suo contrario, dimenticare invece, per superare e non fissare l’ira in un perenne rancore che può fungere da collante identitario, ma che fossilizza il trauma anche quando il sentimento del trauma subìto è tramontato, alimentando una vittimologia popolare potenzialmente malsana, se soltanto malinconica e rancorosa.

   Allora, secondo alcuni, può esser saggio fermare il pendolo. Può essere più liberatorio del ricordo, la sua faccia nascosta - come dice Borges - l’oblio. Anche a prezzo di rinunciare a far giustizia? Quel che è certa, è la necessità di scegliere volta per volta cosa dimenticare, e non di scivolare nell’oblio proprio per non ricordare, nella rimozione. Si deve accettare il lutto del dolore nella consapevolezza, coabitando con la presenza del danno; è ovviamente impercorribile la strada della rimozione che non accetta invece l’onere del dolore. Il lavoro del lutto, insomma, può fungere da eccellente antidoto al sentimento di vendetta”

from:
passionipoststoria.com/2008/11/page/2/





postato da doktorgeiger alle ore dicembre 20, 2008 10:51 | link | commenti
categorie: cinema, video
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giovedì, 18 dicembre 2008

L'invasione dei Tripodi

Mio Dio!!! E "questo coso" cos'è???


« Nei primi anni del ventunesimo secolo, nessuno avrebbe creduto che il nostro mondo fosse osservato da intelligenze più evolute della nostra, che mentre gli uomini erano impegnati nella vita di tutti i giorni, qualcuno li studiasse, li analizzasse - con la stessa precisione con la quale l'uomo scruta al microscopio le creature effimere che brulicano e si moltiplicano in una goccia d'acqua. Con infinito compiacimento, l'uomo percorreva il globo in lungo e in largo, fiducioso del proprio dominio su questo mondo. Eppure, attraverso la volta dello spazio, intelletti vasti e freddi e ostili guardavano al nostro pianeta con occhi invidiosi. E lentamente e indisturbati ordivano i loro piani contro di noi »


itnimbywww.michaelchristian.com/

www.nimbyspace.org/



it_lanehartwell wired mag

Articolo dell'Oakland Tribune sulla mostruosa creatura esposta al NIMBY qui:

http://www.insidebayarea.com/ci_11163398

.

postato da doktorgeiger alle ore dicembre 18, 2008 17:24 | link | commenti (2)
categorie: industrial, steampunk
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