
Secondo Mr. Trautrimas, con la loro estetica steampunk industriale e i loro profili, e le loro strutture dinamiche, queste macchine potrebbero inserirsi piacevolmente in un set di “Brazil” di Terry Gilliam, o di una Dubai post-crash.“...
Per ragioni di upload e velocità il post è stato s-postato su:

Il pretesto per questo post è questo bel flyer che ci introduce alla musica di un ensemble composito, The Ghosts Project, provenienti da Atlanta (Georgia, USA), al quale contribuiscono la splendida voce di Minka Wiltz, il violino di Paul Mercer, Nathaniel Johnstone (di Abney Park) alla chitarra, il percussionista Davis Petterson, e ancora Magpie (Ego Likeness), Jill Tracy, Matt Mansfield (bassista e programmatore) e altri ancora di cui potete seguire le tracce attraverso i link a myspace.
Con l’ausilio di una grande varietà di strumenti, l’ensemble propone una musica evocativa e atmosferica, con citazioni di musica classica occidentale, folk indù, dub e altre inflenze ancora. Una via della seta musicale, piena di suggestioni avventurose.
(Mi sarebbe piaciuto proporre un video con Minka Wiltz presente, ma questo brano penso che renda altrettanto bene l’idea, il resto lo trovate su myspace e youtube. )
Paul Mercer
http://www.myspace.com/paulmercer
http://www.electronicvoicephenomena.com
http://www.myspace.com/theghostsproject
Nathaniel Johnstone
http://www.myspace.com/nathanieljohns...
Chef Tom / Chefs Special Productions
http://www.myspace.com/chefsspecialpr...
http://www.myspace.com/chefofthemaggots
2° post dedicato ai film horror britannici recensiti nell’articolo 'For Adults Only! Home Grown British Crud, 1954-1972 di Mike Wathen, Shock Xpress Book. L’articolo prende in esame i film horrors realizzati da produttori che cercavano di emulare il successo della Hammer…

Pinocchio
di Winshluss
Les Requins Marteaux ed.
Palmarès officiel
2009
FAUVE D'OR : PRIX DU MEILLEUR ALBUM
www.bdangouleme.com/49-palmares-2009-fauve-dor-prix-du-meilleur-album

“À travers des séquences souvent muettes, Winshluss livre ici un véritable opéra dessiné en nous faisant partager des émotions fortes et contradictoires, d'une richesse exceptionnelle. Un sommet d'inventions graphiques qui parvient à faire rire et réfléchir.”
Pinocchio, Occhio pineale (i 4 elementi, l’alchimia, G.Bataille, Walt Disney…). Non ricordo la prima volta in cui ho letto questa associazione fra Pinocchio e Occhio Pineale, e anche cercando su Google è facile imbattersi in testi che vanno sull’esoterico, sullo gnostico, circumnavigando l’intero cosmo, ma senza soddisfare la mia domanda (un saggio serio, interessante e divertente “sui significati simbolici di un'opera che solo in apparenza è per bambini” è offerto comunque dal blog http://lacquacalda.splinder.com/post/16891441/G+e F+come+Pinocchio, dove G e F si riferisce a un libro di Umberto Eco, Povero Pinocchio, Comix editore).
Comunque sia, sembra che il celebre romanzo (non tanto per bambini, quanto per adulti, così com’era concepito inizialmente) sia sempre in grande spolvero, tant’è che il regista Guillermo del Toro (da Fulcanelli a Pinocchio attraverso Peter Pan!) sta già lavorando a una versione dark (ed è in arrivo la fiction su RaiUno, in maggio, con la Littizzetto nei panni del grillo parlante, incrociamo le dita!). Per un insieme di logiche produttive (cinema, fumetti, narrativa) e ispirazioni creative che pescano nell’immaginario ottocentesco (Dickens, la rivoluzione industriale, come ri-pensamento di un passato “all’origine del presente” e “alla luce del presente” discorsisospesi.splinder.com) le dis-avventure di Pinocchio, così ricche di intrecci, personaggi e simboli, sono terreno fertile per nuove riscritture, come questo fumetto di Winshluss, vincitore quest’anno del Gran Premio del festival d’Angouleme.

Winshluss (Vincent Paronnaud), già noto per aver co-diretto, con Marjane Satrapi, il film d’animazione Persepolis (2007) premiato al festival di Cannes e al César, e nominato all’Oscar, aveva già iniziato a pubblicare le avventure di Pinocchio fra il 2003 e il 2005 sulla rivista Ferraille Illustré, per poi riprenderlo dopo la fine delle riprese di Persepolis.
PINOCCHIO narra le dis- avventure, “riviste e corrette”, del famoso burattino. La storia è essenzialmente la stessa del celebre romanzo di Collodi, ma l'intreccio è stato in gran parte modernizzato, e questo Pinocchio è assai lontano dal gentile ragazzo di Walt Disney. Il burattino di legno qui diventa un semplice androide concepito da un ingegnere emarginato, mentre il grillo parlante (qui una blatta) conosce una sorte più invidiabile di quella del romanzo originale, perché si trova ad alloggiare assai confortevolmente nella scatola cranica del piccolo robot in questione. Winshluss ha rivisitato i codici del fumetto popolare ed i riferimenti cinematografici con un trattamento grafico quasi senza dialoghi e testi, reinventando i clichés più consumati del racconto originale.
In parallelo ai fumetti, Winshluss ha iniziato una carriera nel cinema d’animazione con i cortometraggi " Raging Blues" e " Oh boy what's nice legs", oltre naturalmente Persepolis.
Altre informazioni e disegni:

"Io ho una sorta di feticismo per gli insetti, i meccanismi ad orologeria, i mostri, i luoghi oscuri" (Guillermo Del Toro)
L’anno prima di The City of Lost Children (r. Jean-Pierre Jeunet e Marc Caro, 1994), l’attore Ron Perlman aveva lavorato a questo film horror del regista messicano Guillermo Del Toro, Cronos, nei panni di Angel de la Guardia, insieme all’attore argentino Federico Luppi. Probabilmente adesso Del Toro è noto come regista di Blade 2, Hellboy, Pan’s Labyrinth, e per i nuovi progetti su The Hobbit, Pinocchio, Frankenstein e Tarzan (da qui al 2012), ma nel 1993 era ancora un regista perfettamente sconosciuto, alle prese con una storia di vampiri, insetti, scarabei d’oro e meccanismi ad orologeria.
“Del Toro con 2 milioni di dollari realizza una signora pellicola.Idee prima di tutto…
L’ idea di un congegno inventato da un alchimista italiano (Fulcanelli) in grado di rendere immortali (attraverso il vampirismo) chi lo utilizza non è certo il massimo dell’ originalità. Eppure Del Toro sa far nascere su un impianto molto classico qualcosa di completamente differente, qualcosa di originale! Il regista prende una storia sostanzialmente raccontata mille volte e la trasforma in qualcosa di estremamente personale.

Certo: c’è il riccone malato che vuole assolutamente il congegno, la persona sbagliata che se lo ritrova in mano e il nipote del riccone (l’ attore feticcio di Del Toro Ron Perlman) che fa di tutto per sottrarlo a quest’ ultimo. Ma la classicità del racconto finisce qui. Su questa base Del Toro (anche autore del soggetto) crea un qualcosa di veramente nuovo.” (recensioni-libere.blogspot.com)