dalla versione cinematografica del musical Oliver! di Lionel Bart, 1968
Durante i giorni in cui stavo vedendo o rivedendo films come Sweeny Todd, Oliver Twist, Oliver!, etc., una notte ho sognato di uno strano carnevale dei folli, un corteo che si muoveva dalla città nuova verso la vecchia città labirintica, composto in prevalenza da giovani, ma anche da altre categorie di età, senza nulla di particolare: per esempio, non era mascherato, non vi erano danze o musiche particolari, se non il consueto rumoreggiare di un qualsiasi corteo. Quando il corteo supera l’Arco che separa la Città Nuova dalla Città Vecchia, esso si dissolve in mille gruppi per tutto l’abitato, e qui inizia il vero e proprio carnevale
, nel quale figurano personaggi-maschera, ma non maschere vere e proprie, più sullo stile di James Ensor, per esempio.

Il clima generale è esattamente il contrario dell’atmosfera divertimentistica dei vari carnevali, come siamo abituati a consumarli. Come se si trattasse di una vera e propria inversione, predomina un’atmosfera di sorda disperazione e miseria, di abbruttimento, di squallore e abbandono. I volti sono disfatti, dal vino, dalle sigarette, dal cattivo sesso o dalle cattive storie d’amore, o dalle frustrazioni quotidiane. Trionfa il grottesco. La festa è caotica, dissonante, disarmonica. Le strade sono sporche. I bottegai fanno il proprio dovere,senza alcun entusiasmo. E’ solo un rincorrere confuso, da un punto a un altro. Alla fine della festa, si torna nella città nuova, come se appunto tutto non fosse stato che un sogno.
Quando, qualche giorno dopo, ho scoperto sul numero invernale del Neo-Victorian Studies un articolo di Scott Freer che, mettendo a confronto i due musical cinematografici Oliver! di Lionel Bart (1968) e Sweeney Todd di Tim Burton (2007), si intitola appunto “The Victorian Criminal Underworld and the Musical Carnivalesque”, ho pensato che la teoria della sincronicità di Jung funziona veramente, o, in versione ridotta, a volte funzionano i miei due neuroni e mezzo. Secondo Freer, l’ambivalenza estetica del carnivalesque ha provocato due adattamenti cinematografici contrapposti:
“In Oliver! , il carnivalesque viene visualizzato come colorito, vibrante e quasi pittoresco, proiettando un senso di calore spontaneo e di ospitalità espressa attraverso lo sfoggio pubblico di eccessi fisici e visuali, che coinvolgono il mangiare, ballare e cantare. Lo spettacolo musicale di Lionel Bart appartiene ad una tradizione cinematografica che esprime l'umore celebrativo del carnevale. Mentre Bart esplora lo spazio di gioiosa performance dell’utopia carnivalesque, Tim Burton, dall’altro lato, sfrutta le selvaggie violazioni di degenerazione anarchica per invertire la rigenerazione simbolica di integrazione pubblica e rinascita. Investe la violenza ed il dispendio di un “teatro della crudeltà” carnevalesco in un sottogenere del musical, che chiamo `il gothical', mescolando l'esuberanza sensitiva di un musical carnivalesque con gli orrori fisici della tradizione gotica urbana (urban gothic tradition)”.

La giustapposizione fra orgia sanguinaria e musica di contrappunto è caratteristica delle ibridazioni della tradizione gothical, come già nell'adattamento musical di Ken Hill (1976) del romanzo gotico di Gaston Leroux The Phantom of the Opera (1909-10), e nel musical britannico The Rocky Horror Show (1973), trasposto poi al cinema nel 1975 come The Rocky Horror Picture Show. E quanto al gotico, Tim Burton fa riferimento ad una tradizione esemplificata nella ballata di John Gay, The Beggar’s Opera (1728), in cui si fondono le ballate dei quotidiani popolari, arie di opera, inni di chiesa e arie popolari del tempo, come mezzo per deridere le ingiustizie dell’ alta società:
“Tim Burton amplifica gli eccessi grotteschi impliciti della tradizione gotica letterario/cinematografica, per realizzare la‘dark parody of the carnival’, in cui il cibo preferibilmente si trasforma in un simbolo di eccesso cannibalistico, segnalante il ritorno del represso” (S.Freer, idem)
Così, mentre Oliver! rappresenta l’utopia carnivalesque del mondo della malavita (criminal underworld) attraverso lo scambio fisico e sociale, la distopia gothical di Sweeney Todd visualizza lo smembramento e la violenza per sottolineare la differenza abissale che esiste fra l’outsider criminalizzato e il mondo superiore dell’alta società rispettoso della legge.
Già. Ma come si colloca, a questo punto, il mio strampalato sogno labirintico e junghiano fra questi due giganti del musical carnivalesque? A quale tradizione fa riferimento? E se non dovesse esserci una tradizione, dovrò io scrivere un musical? A questi inquietanti interrogativi metafisici che travaglieranno l’umanità italiota assai più che non le banali vicende di Papi (o Pappie, o Tappie) etc etc cercherò di dare qualche risposta in-sensata in qualche prossimo post…
1. continua
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Immagino che di questo film, diretto da Guy Ritchie con Robert Downey Jr. (Sherlock Holmes) e Jude Law (Dr.Watson), sappiate già tutto. L’uscita del film è prevista in dicembre, ma è già tempo di presentazioni, foto e, appunto, trailer. Il quale trailer, come già preannunciava lo stesso Downey, ci presenta un Holmes molto “action”, più fisico che enigmatico, assai patriottico e poco “english”, a caccia dei delinquenti che minacciano le strade d’Inghilterra. Sarà. Aspettiamo. Avrei preferito un film direttamente su Athur Conan Doyle, magari alle prese con Edgar Allan Poe e Charles Baudelaire. Dove? A Venezia. O a Firenze…
Steampunk Anime: Scientific Romances in the Land of the Rising Sun
In tutta la galassia steampunk, il blog Voyages Extraordinaires gestito da Cory Gross è sicuramente uno dei miei preferiti, soprattutto per quanto riguarda i romanzi scientifici di Jules Verne e le loro trasposizioni cinematografiche, fino agli anime e alle più recenti pellicole, passando per Walt Disney e Karel Zeman. Come questi video relativi a un Convegno, il blog è in inglese, e questo può complicare la vita a chi non conosce la lingua.
Quel che segue è il primo dei cinque video realizzati da Cory Gross per il Convegno sui Romanzi Scientifici e gli Anime in Giappone, tenutosi al Festival Otafest 2009 di Calgary, Alberta, Canada, il 16 maggio. La relazione di Cory Gross è stata accompagnata da diapositive. Tutti i 5 video sono disponibili su
Il primo video riguarda la definizione di Steampunk e di Scientific Romances. Anche se una definizione rigorosa di steampunk, per la varietà degli approcci e dei mezzi utilizzati, è pressocchè da escludersi, (oltre quella offerta da Wikipedia, o di punk a vapore o dell’Età del Vapore), almeno su questo conto di tornarci appena possibile, forse per concludere che in fondo, non è poi l’aspetto più importante.
(Da qualche tempo purtroppo la piattaforma Splinder è diventata un vero e proprio colabrodo; per esempio stasera ho potuto postare questo post con almeno 4 ore di ritardo, e questo non è che l’ultimo inconveniente di una lunga serie; non è mia intenzione suscitare alcuna polemica, anzi ringrazio Splinder del servizio finora offertomi; purtoppo dalla redazione di Splinder non perviene alcuna giustificazione di tutti i disservizi causati ai propri utenti ; ne prendo atto, e di conseguenza, in attesa di trasformare Geiger Dysf in un sito vero e proprio, mi trovo costretto a trasferire la maggior parte dei post sul nuovo blog steamunderground.blogspot.com/; quindi dai prossimi giorni troverete qui soltanto il titolo e il link che vi rinvierà appunto a steamunderground. Grazie)
Un film della Peculiar Pictures, dal loro sito web:
“Una storia di eroismo eccezionale di fronte all’inganno, al sotterfugio e alla slealtà. Rievocando il credo secondo cui è stato realizzato quaranta anni prima che il film fosse persino inventato, 1884: Yesterday’s Future racconta di un futuro che avrebbe potuto essere ma non è mai stato. Diretto da Tim Ollive, il film è una miscela di animazione, burattini ed il linguaggio e immagini bi- e tridimensionali generati al computer (CGI) su uno sfondo creato usando stupefacenti illustrazioni, modelli scenografici e foto del periodo tratte dalla Hulton Picture Library, divisione della Getty Images. “

Unite queste caratteristiche tecniche di produzione con una sceneggiatura di ingegnosità sbalorditiva ed avrete una commedia divertente mai vista prima.
Executive Producers: Terry Gilliam, Steve Begg and John Needham
100 min feature film for a family audience (but not the very young).
Developed by Peculiar Pictures and Steam Driven Films.
International Film Agents:
Bankside Films: +44(0)207 734 3566
www.peculiarpictures.co.uk/page2.htm
il trailer: www.alanmarques.com/1884_trailer.html

Vernian Process è un progetto multimediale fondato da Joshua Pfeiffer nel 2003 in San Francisco (California), con l’intento di creare una musica ispirata agli scrittori di fantascienza del tardo Ottocento, da Jukes Verne a H.G.Wells. Nel 2003 Joshua pubblica un primo demo EP che ha ricevuto l’attenzione di Mick Mercer, noto giornalista musicale inglese e storico del Goth. Subito dopo Joshua ha pubblicato il suo primo LP, cui ne sono seguiti altri a cadenze regolari. Il secondo LP è stato prodotto in collaborazione con Colin Sharp (ex cantante dei Durutti Column). Dal 2006 Joshua ha comiciato a remixare canzoni di artisti come Nouvelle Vague, Attrition, e Abney Park.
Discography
(2003) ''Steam Age Symphony EP''
(2004) ''Discovery LP''
(2005) ''Revolution EP''
(2006) ''The Forgotten Age LP''
(2006) ''Catalysts LP''
(2008) ''Behold the Machine LP''


The Clockwork Quartet, da Londra, è una band composta da…13 membri: il direttore, l’artista di cabaret, la violoncellista, la violinista, la chitarrista, il bassista, il banjoist, l’accordeon, “The Doctor” (oboe), “Il Mago” (percussioni), “Lo Scienziato” (percussioni), “La Moglie del Generale” (attrice e cantante), e “l’Ingegnere” (produttore e sound engineer). Non è ancora chiaro perché si definiscano un “quartetto”, ma presto si saprà. Sono comunque una delle poche band a meritarsi l’appellativo di steampunk, sia per la musica che per il look e l’estetica in generale. Un’occhiata al loro sito www.clockworkquartet.com/index.php, veramente seducente, è d’obbligo, e potrete ascoltare e anche scaricare alcuni brani. Visitate anche il loro blog originalcontentlondon.com/category/the-clockwork-quartet/