

The Clockwork Cabaret
“Join us for the exciting adventures of the airship, Calpurnia, and her intrepid crew, as they search for a place to call home and avoid capture by the dreaded CLANNG. Listen to them LIVE.”
The Clockwork Cabaret è un radio show settimanale presentato da Emmett and Klaude (le sorelle Davenport) sulle frequenze WCOM 103.5 FM-LP da Chapel Hill/Carrboro, North Carolina (USA) ogni lunedì alle 11 di sera (si può chiamare al 919.929.9601). La musica che mandano in onda le sorelle Davenport viene da loro stesse definita "Music o' Gears" for Steampunk ears” ( “Musica da ingranaggi per orecchie steampunk”), un vasto assortimento “anacronistico” che comprende jazz, blues, goth, folk, swing, gypsy punk, dark cabaret, classical e generi più o meno apparentabili).
The sisters answer listeners questions about steampunk and themselves.
06.08.09 Playlist
Nick Cave and the Bad Seeds - Opium Tea
Sweet Soubrette - Can't Stop Thinking
Adam Ant - Stand and Deliver
Thomas Dolby - She Blinded Me with Science
Cinema Strange - Time
Rasputina - 1816, The Year Without a Summer
Joe Strummer and the Mescaleros - Gamma Ray
The Zydepunks - Long Story Short
The Slow Poisoners - Todo Es Mal!
Jolie Holland - You're Not Satisfied
Unextraordinary Gentlemen - Mr Soot's Black Book
Cheyenne Mize and Bonnie Prince Billy - Beautiful Dreamer
Tom Waits - Hoist That Rag
Billy Bragg - A New England
The Men That Will Not Be Blamed For Nothing - Stephvenson
Jonathan Coulton - Skullcrusher Mountain
Flogging Molly - Tobacco Island
They Might Be Giants - Istanbul (Not Constantinople)
Decemberists - Infanta
Neko Case - Deep Red Bells
Grinderman - Electric Alice
Kate Bush - Cloudbusting


Cory Gross, promotore del blog Voyages Extraordinaires: Scientific Romances in a Bygone Age, così rievoca questo passaggio nel 10° anniversario di presenza on line, che prese l’avvio dallo Yahoo! Clubs Steampunk:
“Dieci anni fa per la prima volta siamo entrati nel mondo on line come risorsa per i fans dei romanzi scientifici vittoriani-edwardiani e dei loro omaggi moderni…Il 1999 fu un anno importante per gli aficionados di quel che era allora un genere di fantascienza chiamato " Steampunk"…Per parecchi anni, avevo sviluppato un interesse nella fantascienza arcaica, a cominciare da Il mondo perduto di sir Arthur Conan Doyle. Come Goth con un amore sia per la fantascienza che per la paleontologia, Il mondo perduto nella forma letteraria e del film muto sembrò come la confluenza perfetta…
Steampunk è dove il mio essere un Goth, un fan del cinema muto e un geek di fantascienza si incontrano…Non c’era etichetta per esso che fosse a mia conoscenza, finchè le recensioni per la Lega degli uomini straordinari non usarono la magica parola “steampunk". Il nome era perfetto come presa in giro giocosa del Cyberpunk. Meglio ancora, esso forniva un termine di ricerca che mi connetteva con le piccole nicchie del fandom che esistevano a quel tempo. Poichè c’era già un gruppo di email votato più agli aspetti tecnici e RPG (giochi di ruolo) del genere, ho approfittato del sistema di Yahoo Club - una delle prime forme di social network - per creare Yahoo! Clubs Steampunk.. Successivamente si trasformò in Steampunk: Victorian Adventurers in a Past that Wasn't. "
. Uno dei primi membri del Yahoo! Clubs Steampunk fu Joshua Pfeiffer, che già nel settembre del 1999 cominciò a dire di voler formare una “Steampunk Electro band” sperimentale chiamata Vernian Process, una sorta di Alice In Chains piombata in piena era vittoriana mista ad altre influenze (industrial in particolare, musica classica, colonne sonore, etc.). Anch’egli rievoca il decimo anniversario in questi termini:
“Quando ci siamo incontrati c’erano letteralmente 5 Web site che facevano una qualche specie di copertura dello Steampunk, e altri che erano quasi soltanto liste di libri e film. Ma quella di Cory era l'unica mailing list in cui potevamo tutti riunirci e parlare dei nostri strani interessi... Era così tonificante scoprire che non ero l'unico weirdo assolutamente ossessionato per un diciannovesimo secolo che avrebbe potuto essere… Mi mancano quei giorni in cui per essere considerato uno " Steampunk" , tutto quel che era richiesto era che godevi di varie forme di fiction Steampunk, non dovendo prestare giuramento a un qualche manifesto DIY, o provare a riscrivere cosa fosse accaduto nei 30 anni precedenti in modo da sentirti più confortato identificandoti in qualcosa…”
Alcuni dei temi più interessanti sviluppati dal gruppo Yahoo nel corso degli anni sono:
· La Terra Cava di j_genest, part 1 e part 2.
· Rod Bennett che tenta di definire lo Steampunk, introducendo un suo proprio termine, Fireside Science Fiction, suggerendo che all’inizio di tutto ci sia Disney (Disney really started it all).
· Inizio di un discorso su Steampunk vs. Pulp, di sarahlegend.
· Popolamento dello Steampunk Themepark.
· Chris, Organic Steampunk.
· Ronald Dwyer The Social Backdrop of Steampunk Fiction, circa 5 anni dopo Rod Bennett, , dimostrando che un’auto-definizione è frutto di una evoluzione continua.
· Dave Woods introduce una discussione interessante sui meccanismi reali dei dirigibili. air ships.
· Come un presagio delle cose da venire, una discussione fra la fine del 2006 e l’inizio del 2007 su cosa fosse tutto questo parlare di un “Steampunk movement".
Link:
voyagesextraordinaires.blogspot.com/2009/07/celebrating-ten-years-online.html

Quest’idea di Franco Brambilla, intitolata “Invading the Vintage”, di riprendere le vecchie cartoline della nonna e “invaderle” di alieni nella linda Svizzera, sarà semplice, ma non è poi così male.

In Svizzera, suggerisce Brambilla, anche gli alieni non sarebbero così minacciosi e si troverebbero a loro agio: i veicoli spaziali parcheggiati fra i campi verdi perfettamente curati, giganteschi tripodi simpaticamente a spasso per i monti, resorts pieni di turisti interstellari e terrestri che familiarizzano amichevolmente, per assaggiare insieme il cioccolato o farsi una corsa sugli sci, convenzioni interplanetarie dei fans dell’orologio a cucù.

O forse no. Magari gli alieni sfruttano l’efficiente sistema bancario…per evitare di pagare le tasse! Ma, “in un mondo perfetto la Svizzera sarebbe esattamente come quella rappresentata in queste cartoline”. Sarà tanta “perfezione” da cartolina, tanta normalità da integrare perfino i nostrri cari mostruosi alieni, il vero incubo?
www.flickr.com/photos/francobrambilla
via coilhouse.net/
Edgar Allan Poe
L'UOMO USATO
Un racconto sulla recente campagna contro i Bugaboo e i Kickapoo.
“Pleurez, pleurez, mes yeux, et fondez-vous en eau! La moitié de ma vie a mis l'autre au tombeau.” (Corneille, LE CID, atto terzo)

(in questo racconto grottesco del 1839, lo scrittore Edgar Allan Poe prefigura, nel personaggio del Generale John A.B.C.Smith in guerra contro Bugaboo e Kickapoo, nientemeno che il Generale McGrath e lo stesso Dr.Arliss Loveless del film Wild Wild West, 160 anni prima! Il brano finale del racconto, che qui riporto da una traduzione sconosciuta trovata in rete, è l’esatta dimostrazione che il tempo va e viene…)
Il Generale John A.B.C.Smith
- Non c'è nulla di paragonabile, - diceva il Generale - siamo un popolo meraviglioso, e viviamo in un'epoca meravigliosa. Paracadute e ferrovie; trabocchetti e cannoni grandinìfughi! Le nostre navi a vapore solcano ogni mare, e la mongolfiera di Nassau si dispone a iniziare servizi regolari (tariffa per andata o ritorno solo venti sterline) fra Londra e Timbuctù. E chi calcolerà l'immensa influenza sulla vita sociale, sulle arti, sul commercio, sulla letteratura che deriverà immediatamente dai grandi princìpi dell'elettromagnetismo? Né questo è tutto, ve l'assicuro io! Non c'è realmente un limite alla marcia dell'invenzione. I più meravigliosi, i più ingegnosi e, lasciatemi aggiungere, signor... signor... Thompson, credo sia il vostro nome, lasciatemi aggiungere, dico, i più UTILI ritrovati meccanici spuntano giornalmente come funghi, se così posso esprimermi o, più figuratamente, come - ha! - cavallette - come cavallette, signor Thompson - presso di noi e - ha, ha, ha! - intorno a noi!
(…)
Era mattino presto, quando mi recai a trovarlo, e il generale stava vestendosi; ma io addussi a pretesto un affare urgente, e fui fatto passare subito nella sua camera da letto, da un vecchio cameriere negro che rimase presente per tutto il corso del nostro incontro. Entrato, guardai naturalmente in giro, cercando il proprietario, ma lì per lì non lo vidi. C'era un grosso fagotto, stranissimo, che giaceva proprio ai miei piedi sul pavimento e, dato che non ero precisamente del miglior buon umore, lo allontanai con un calcio.
- Hum, Hem! Bella educazione, se non erro! - disse il fagotto, con la più piccina, e insieme la più buffa delle vocette (una via di mezzo fra il guaito ed il fischio) che io avessi mai udita in vita mia.
- Hem! Bella educazione, a mio parere...
Urlai quasi dal terrore, e fuggii per la tangente alla più lontana estremità della stanza.
- Dio mi benedica! ragazzo mio - fischiò nuovamente il fagotto. - Cosa - cosa - sì, COSA succede? Mi pare davvero che non mi riconosciate!
Che cosa potevo replicare a tutto questo; che cosa POTEVO?
Stramazzai in una sedia a bracciòli, e con occhi sbarrati e bocca aperta, attesi la soluzione del portento.
- Eppure è strano che non dobbiate riconoscermi, non è vero? - guaì ancora l'indescrivibile, che ora io vedevo compiere, sopra il pavimento, una inesplicabile evoluzione, molto analoga all'atto di infilarsi una calza. (Di visibile, però, c'era soltanto una gamba).
- Eppure è strano che non riusciate a riconoscermi, non è vero?
Pompeo, portatemi quella gamba! - Pompeo porse al fagotto una splendida gamba di sughero, già vestita, che egli avvitò in un baleno; e quindi stette ritto davanti ai miei occhi.
- E fu davvero un'azione sanguinosa, - continuò la COSA, come in un soliloquio - ma uno non deve combattere contro i Bugaboo e i Kickapoo, e credere di uscirne con una semplice graffiatura.

Pompeo, vi sarò ora grato se mi passerete quel braccio. Thomas (rivolgendosi a me) è decisamente il migliore per le gambe di sughero; ma se mai voi voleste un braccio, dovete assolutamente permettermi di raccomandarvi a Bishop. - Pompeo avvitò un braccio.
- Abbiamo sudato parecchio, si può ben dirlo. Ora, canaglia, infilami le spalle e il petto. Petitt fa le spalle migliori, ma per un petto dovreste andare da Ducrow.
- Un petto! - dissi io.
- Pompeo, non sarete MAI pronto con quella parrucca? Lo scotennamento è una cosa sgarbata, tutto sommato; ma poi ci si può procurare una parrucca così perfetta da De L'Orme's...
- Una parrucca?
- Ora, negro, i miei denti! Per un buon esemplare di questi dovreste preferibilmente andar subito da Parmly's. Prezzi alti, ma lavoro eccellente. Ne ho inghiottiti di denti, io, quando quel mostro di Bugaboo mi conficcò il calcio del suo fucile in bocca!.
- Calcio! conficcato!!! che vedo mai!!!
- Oh, sì, mentre ci penso, il mio occhio - qui, Pompeo, furfante, avvitatelo dentro! Quei Kickapoo non sono troppo lenti a levar gli occhi; ma è un uomo calunniato, quel Dottor Williams, dopo tutto; non potete immaginare come vedo bene con gli occhi di sua fabbricazione.
Io cominciai allora a capire con grande chiarezza che l'oggetto dinanzi a me era né più né meno che la mia nuova conoscenza, il Brigadiere Generale brevettato John A.B.C. Smith. Le manipolazioni di Pompeo avevano arrecato, devo confessarlo, una differenza molto grande nell'aspetto del medesimo individuo. Pure, la voce mi dava ancora non poco da pensare; ma anche questo mistero fu presto chiarito.
- Pompeo, mascalzone d'un negro! - squittì il Generale - Credo veramente che sareste capace di lasciarmi uscire senza il mio palato.
Al che il negro, mormorando parole di scusa, si accostò al padrone, aprì la sua bocca con l'aria pratica di un fantino, e vi installò dentro, con molta destrezza, uno stranissimo congegno che non potei comprendere del tutto. Il mutamento, comunque, in tutto quanto l'atteggiamento del Generale, fu istantaneo e sorprendente.
Quando parlò di nuovo, la sua voce aveva riacquistato tutta quella ricca melodìa e quella forza che avevo notato in occasione della nostra prima presentazione.

- Quei dannati vagabondi! - diss'egli, in tono così chiaro che sobbalzai addirittura al cambiamento. - Quei dannati vagabondi!
Non soltanto demolirono il cielo della mia bocca, ma s'incaricarono anche di tagliar via almeno sette ottavi della mia lingua! Non c'é però in America uno come Bonfanti's per articoli veramente buoni di questo tipo. Posso raccomandarvi a lui con confidenza - qui il Generale s'inchinò - e vi assicuro che ho il massimo piacere nel farlo.
Lo ringraziai della gentilezza nel mio miglior modo e lo lasciai immediatamente, con una perfetta comprensione del vero stato delle cose; con una piena consapevolezza del mistero che così a lungo mi aveva turbato.
Era evidente. Era un caso chiaro. Il Brigadiere Generale brevettato John A.B.C. Smith era l'uomo - era L'UOMO USATO.
Una giovane e assai sexy Raquel Welch scatenata in una space girl dance in un video kitsch per uno special TV degli anni ’70. Le bizzarre sculture sullo sfondo fanno parte del grande progetto Ruta de la Amistad in occasione delle Olimpiadi di Mexico City del 1968. Chi ha detto che l’atompunk non possa essere seducente?
www.flickr.com/ruta de la amistad
Kin Dza-Dza! è un cult film di fantascienza distopica con toni da commedia grottesca, prodotto dalla Mosfilm nel 1986 quando ancora esisteva l’Unione Sovietica, scritto e diretto da Georgi Daneliya, ed è suddiviso in due parti per un totale di 135 minuti (una versione sottotitolata in inglese potete trovarla su Google Video, vedi link più sotto). Una satira socio-politica del socialismo sovietico (ma con molti paralleli con la nostra società pseudo-tecnologica), divertente e intrisa di humour amaro e malinconia allo stesso tempo. Per l’ambientazione assomiglia a Mad Max, mentre per i costumi e i gadget può aggiungersi alla lista dei film steampunk…

Due Umani, " Zio Vova" e " Skripach" (il Violinista) casualmente si ritrovano su un altro pianeta dopo aver premuto il tasto sbagliato sullo strano dispositivo nella mano di un eccentrico hobo, che sostiene di essere un’alieno. Il pianeta Plyuk nella galassia "Kin-Dza-Dza" assomiglia ad un deserto. Tutti gli “alieni” sembrano umani e possono capire il Russo, dopo aver letto la mente di zio Vova. La loro lingua è principalmente telepatica, ed è limitata a 11 parole - 10 più “KU". Tutto il paradosso di Plyuk è che la loro civilizzazione è molto più avanzata della nostra quanto a viaggi nel tempo e nello spazio, armamenti ecc, ma completamente barbarica sotto il profilo sociale e culturale (in questo, un po' come la nostra). C’è un solo e speciale modo di identificare due gruppi di individui puntando un piccolo dispositivo (visator) sulla persona, luce arancione - " Chitlanin" (superiore), verde - " Patsak" (classe inferiore). Le cose più stimate sul pianeta sono i fiammiferi, equivalenti a 2200 “Chatles".