
Molto interessante quest'articolo odierno di Linnio Accorroni su nazioneindiana a proposito di Bestie (fa seguito a interventi sul "Corriere della Sera" di Raffaele La Capria e Claudio Magris)
"Siamo più o meno una quindicina. Colti, benestanti, tolleranti e democratici, ben vestiti e profumati: uomini e donne, tra i diciotto e i cinquanta. Abbiamo belle auto, ci piace mangiare bene. Siamo appassionati di letteratura, cinema, musica, teatro. Ci riuniamo, una volta per settimana, per parlare di libri o per vedere insieme un film: siamo gentili, raffinati, educati anche negli interventi. Aspettiamo pazientemente il nostro turno, attendiamo che il nostro interlocutore finisca di parlare e riflettiamo, con lucida passionalità, sulla bontà delle idee altrui. Se ci capita di sovrapporre la nostra voce a quella dell’altro, è per un eccesso di fervore, non per emulazione della rissa televisiva che tutti vituperiamo. Il centro polivalente che ci ospita è posto appena fuori dalle mura cittadine: ha volte larghe e ampie, un soffitto arcuato e alto, con grandi simmetriche finestre che s’abbeverano di luce e inquadrano fotogrammi di un paesaggio che conserva ancora qualche precaria traccia di una bellezza primigenia, non del tutto devastato dalla cementificazione e dall’asfalto. Se voltiamo lo sguardo ai lati possiamo vedere, infissi a distanza regolare, degli anelli di ferro: lì le bestie da macello venivano legate prima dell’esecuzione finale. Lì, legate com’erano, potevano contemplare ciò che stava accadendo ai loro simili e ciò che sarebbe loro accaduto, in un breve giro di tempo: una pausa di pochi secondi o di pochi minuti attendendo il loro turno, fra un massacro e l’altro..." (continua)
(Georges Bataille ricordava che anticamente il mattatoio era legato alla religione in quanto i templi venivano utilizzati anche per le uccisioni; di qui "una coincidenza sconvolgente fra i misteri mitologici e la grandezza lugubre caratteristica dei luoghi dove cola il sangue". Al contrario al giorno d'oggi il mattattoio è maledetto e messo in quarantena, isolato, affinchè la brava gente possa soddisfare il proprio "malsano bisogno di pulizia, di piccineria biliosa e di noia, in un mondo amorfo", in
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