"Die Wüste wächst: Weh dem der Wüsten birgt!"
(Il deserto cresce, guai a colui che cela deserti)
(F.Nietzsche, Così parlò Zarathustra)

Commento.
Mi sono "ricordato" di questa celebre frase di Nietzsche durante il dormiveglia, cercando di afferrarne il senso. Mentre la prima parte, "il deserto cresce" ha un significato lineare anche se drammatico (qualcosa cresce, ma è il deserto), la seconda parte è più enigmatica. Intanto il verbo ted. girbt viene tradotto in italiano piuttosto liberamente con cela, nasconde, alberga, rinchiude, favorisce etc., mentre se non erro la traduzione corretta dovrebbe essere salva (nel senso etim. di dare forza): quindi guai (dolore) a colui che "salva" *(custodisce, rende forte, dà forza a) il deserto...che è in effetti un paradosso drammatico, ma anche tragicomico, come di colui che si distrugge da solo rafforzando una potenza nemica.
La frase, citata urbi et orbi, da destra a sinistra, spesso con l'intento di stigmatizzare "profeticamente" una situazione di crisi epocale, di dissoluzione di valori, istituzioni, sistemi, non ha secondo me l'impostazione intimistica e pessimistica che spesso le traduzioni italiane danno. Al contrario introduce un inno, un brìndisi augurale che il Viandante rivolge a Zarathustra, in cui lo splendore dell'oasi fa da contrasto con il pessimismo e lo scetticismo "europei". Abbandonati a se stessi - dice il Viandante, gli europei riprenderebbero "la tetra tristezza", il vecchio gioco "delle nubi vaganti, dell'umida malinconia, dei cieli coperti, dei soli offuscati, degli ululanti venti autunnali" . Seduto sotto le palme, accanto al deserto, fra le figlie del deserto, "più che mai lontano dalla vecchia Europa nebulosa, umida e malinconica", bevendo aria purissima, il Viandante si rende conto tuttavia di quanto fragile sia il "ruggito della virtù"...**
* la radice salv-, sarv- sta per integrità, stato di salute, di forza
** virtù da vir, vis, "forza, valore, valentìa"

