geiger dysf

"In condizioni di emergenza un governo nazionale farĂ  del suo meglio con censura, spettacolo e indorature mediatiche - "il sistema militare e di intrattenimento" - ma all'esterno del suo lotto di proprietĂ  tutti gli altri se la rideranno" (Bruce Sterling)
domenica, 27 gennaio 2008

Il giorno della Memoria - Intervista al Ministro Ferrero




Djelem Djelem




I have traveled over long roads I have met fortunate Roma I have traveled far and wide I have met lucky Roma Oh, Romani adults, Oh Romani youth Oh, Romani adults, Oh Romani youth Oh, Roma, from wherever you have come With your tents along lucky roads I too once had a large family But the black legion murdered them Come with me, Roma of the world To where the Romani roads have been opened Now is the time - stand up, Roma, We shall succeed where we make the effort. Oh, Roma adults, Oh, Roma youth Oh, Roma adults, Oh, Roma youth.



Nessuno parli più in nome dei rom e dei sinti

Ladri, sfruttatori di bambini, amanti delle roulotte nel fango. Questi gli stereotipi sui rom, il muro che impedisce una reale integrazione. Persino il Porrajmos patito dagli zingari, circa 500mila morti durante la persecuzione nazifascista, viene sistematicamente dimenticato dalle celebrazioni del giorno della memoria che cade il 27 gennaio.
«Il nostro Olocausto non è ancora finito» assicura il musicista e docente universitario Alexian Santino Spinelli: «i nostri bambini muoiono a causa del freddo e degli incendi nei campi nomadi che sono il vero apartheid». 

(continua a leggere)


 

Le minoranze Rom e Sinte cancellate anche dal ricordo
(dal sito RomSinti@Politica)

Ha scelto la vigilia del Giorno della Memoria il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero per presentare il suo libro sull"immigrazione all’Università di Roma, La Sapienza. Un giorno  scelto con un preciso intento politico e culturale: lanciare un allarme sul ritorno di forme di intolleranza e di violenza che potrebbero precludere a nuovi scenari preoccupanti. Un esempio evidente riguarda i Rom, cancellati anche dal ricordo del genocidio nazista. 

Ministro Ferrero, è passato mezzo secolo da quel 27 gennaio 1945, giorno in cui l’Armata Rossa liberò il campo di sterminio di Auschwitz. E’ vero che oggi esiste un nuovo germe dell’odio?

La crisi sociale acuta si coniuga quasi sempre con l’individuazione di un capro espiatorio. E’ stato questo il vero punto forte, la principale caratterizzazione dei regimi nazisti e fascisti. Oggi non siamo di fronte a quegli scenari, ma è evidente che ci potrebbero essere punti di contatto. Per questo io credo che è necessario agire per prevenire l’esplodere del razzismo. E’ cioè necessario agire sulle cause che determinano i fenomeni.

Che cosa è necessario fare?
Per prima cosa è necessario tenere viva la memoria. Sta qui l’importanza del ricordo e della Giornata della memoria che celebriamo. Non bisogna mai dimenticare quello che è successo. Ma è necessario ricordare bene tutto. La Giornata della memoria è dedicata giustamente alla Shoah. Ma bisogna ricordare anche un altro genocidio, quello dei Rom, che fu perpetrato accanto a quello degli Ebrei. Invece il genocidio dei Rom viene quasi sempre messo da parte. E’ un genocidio rimosso. Una rimozione nella rimozione. Se il ricordare è il nostro primo compito, il secondo è quello di costruire una battaglia basata sulle politiche sociali. Si tratta di eliminare alla radice le cause dell’odio e per questo io credo sia fondamentale oggi una redistribuzione molto forte della ricchezza. Si tratta di prosciugare la palude dell’odio e del razzismo.

Allora le cause del razzismo sono da cercare nelle condizioni economiche e nelle diseguaglianze?
Le condizioni sociali e la diseguaglianza sono sicuramente tra gli elementi fondamentali, anche se non sono gli unici. Oggi si vive una paura diffusa per il futuro, una sorta di spaesamento collettivo e questo sicuramente ha molto a che vedere anche con la crisi politica e ideale della sinistra. Per questo penso sia fondamentale la costruzione di una cultura positiva per uscire dalla situazione attuale in cui si tende a schiacciare ognuno di noi su un unico elemento della sua identità. Non si può giudicare una persona dal colore della sua pelle o dalla lingua che parla. La costruzione di una cultura positiva si deve basare quindi su una pluralità di elementi. Molto dipende ancora da noi.




postato da doktorgeiger alle ore gennaio 27, 2008 11:19 | link | commenti (3)
categorie: musica, politica, news, video, informazione, attualitĂ , immigrati, capri espiatori
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