
La pizzica Salentina e la musica popolare italiana perdono un’interprete straordinario: il tamburellista e cantante Pino Zimba. Malato da tempo è morto mercoledì 13 febbraio, aveva 55 anni. Il funerale si terrà domani (giovedì 14) ad Aradeo alle 15,30.
Personaggio carismatico amatissimo dal pubblico è stato una delle voci e dei volti della Notte della Taranta che lo vedeva ospite fisso sul palco, dove suonava il suo tamburello e le sue pizziche davanti a centinaia di migliaia di spettatori.
Attore, oltre che musicista, è stato protagonista del film Sangue Vivo di Edoardo Winspeare. Con la sua formazione storica, l’Officina Zoè, con la quale, nel corso degli anni ha contribuito al rilancio della pizzica salentina, fino a farla diventare un oggetto di culto, ballata e cantata da centinaia di migliaia di persone nei festival e nelle piazze di tutta Italia.
Nato ad Aradeo (Lecce), Zimba era uno dei più grandi interpreti della ‘pizzica’ salentina. Fino a quattro anni fa aveva espresso il meglio della sua abilità nel gruppo Officina Zoe, gruppo che aveva costituito nel ‘93 con altri artisti salentini, alla riscoperta delle tradizioni popolari musicali del Salento, e col quale aveva partecipato negli anni a numerose rassegne di musica etnica in Italia e all’estero. Abbandonata Officina Zoe, Zimba si è dedicato al suo nuovo gruppo, Zimbaria, col quale ha tenuto concerti nel Salento e in tutta Italia.
‘Il Salento ha perso il satiro della pizzica, un insostituibile istrione della cultura musicale popolare, che ha contribuito con la sua energia e la sua carica espressiva a far conoscere in Italia e nel mondo una tradizione unica: lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, quando con “stupore e dolore” ha appreso della morte del musicista salentino Pino Zimba al quale è stato legato da un lungo rapporto di amicizia. “E’ stato un grande onore per me - ha detto ancora Vendola - averlo conosciuto e frequentato. Il battito grintoso delle sue mani sul tamburello resteranno un ricordo indelebile che conserverò per sempre”
Giuseppe Mighali (questo il vero nome) era l'erede di una famiglia di musicisti tradizionali di Aradeo, gli "Zimba", straordinari suonatori di tamburello, maestri indiscussi della pizzica-pizzica. Suo padre Francesco, fruttivendolo, da giovane era stato "pizzicato dalla tarantola", per cui ogni anno, con l'avvicinarsi della festa di San Paolo, il 29 giugno, doveva ballare fino allo sfinimento. La sua famiglia era solita ritrovarsi in una puteca de mieru, dove spesso le lunghe serate conviviali erano accompagnate dai canti e dal ritmo incalzante del tamburello. In quella cultura popolare Pino era cresciuto, e per tutta la vita ha continuato a diffondere i canti gioiosi e la musica travolgente appresa fin da piccolo.
All'inizio degli anni Novanta del secolo scorso, Zimba incontrò Edoardo Winspeare, che lo coinvolse nel suo progetto di "rivitalizzazione" della musica salentina, che poi ebbe come esito cinematografico Pizzicata (1996), in cui il regista di Depressa mise in scena il suo Salento magico e sensuale, ripreso prima degli sconvolgimenti portati dal "progresso". In quel film c'erano tutti, i vecchi eroi della musica salentina e i giovani "pizzicati"; e c'era anche lui, impegnato una "terapia musicale" di una tarantata insieme a Luigi Stifani, il mitico violinista di Nardò.
Ma è con Sangue vivo, il secondo lungometraggio di Winpeare - di cui è indiscusso protagonista in un ruolo ampiamente autobiografico, ultimo grande eroe di una cultura ormai in disfacimento - che Zimba emerge come grande talento naturale del cinema, in un Salento in bilico fra la tradizione ancora pulsante e le ferite fisiche e mentali di una modernità irrisolta.
Al clamore suscitato dal film seguì il successo dell'avventura musicale degli Officina Zoè, con cui ha portato i ritmi e i suoni del Salento in tutto il mondo. Avventura continuata, dopo la rottura con il gruppo originario, con Zimbaria, ensemble musicale che ha esaltato al massimo il suo grande e travolgente carisma.
Mi piace ricordare di lui anche un aspetto forse poco conosciuto. Molti della sua famiglia erano stati militanti del Partito Comunista Italiano, impegnati nelle lotte a fianco dei contadini, dei braccianti e delle tabacchine (e di questo resta traccia in molti loro canti, che contengono espliciti riferimenti politici). E a modo suo Pino aveva continuato quella tradizione, non lesinando mai il suo generoso contibuto alle iniziative dei sindacati e delle forze della Sinistra. (Vincenzo Santoro)
Su Pino Zimba e sull'importanza della famiglia Mighali nel contesto della tradizione della pizzica salentina è stato pubblicato nel 2004 un libro+ CD , "Zimba - voci suoni ritmi di Aradeo" (Ed.Kurumuny, via Palermo 13, Calimera) promosso dall'Istituto Diego Carpitella (vedi anche la nota bibliografica di Sergio Torsello). Giorgio di Lecce pubblicò nel 1994 una lunga intervista ad alcuni componenti della famiglia Zimba, in "La danza della piccola taranta" (ed. Sensibili alle Foglie). Altri cenni sui Zimba in Luigi Chiriatti, "Opillopillopiopillopillopa- Viaggio nella musica popolare salentina 1970-1998" (Ed.Aramirè, 1998).