geiger dysf

"Chi non ha conosciuto la tentazione di essere il primo nella comunità non capirà nulla del gioco politico, della volontà di assoggettare gli altri per farne degli oggetti, né intuirà gli elementi di cui si compone l’arte del disprezzo…" (E.Cioran)
giovedì, 15 maggio 2008

Italiani brava gente

Aggressioni e impunità
logo manif verona

Prima vennero per i comunisti, e non alzai la voce,
perché non ero un comunista.
Quindi vennero per gli ebrei, e non alzai la voce,
perché non ero un ebreo.
Quindi vennero per i cattolici, e non alzai la voce,
perché ero un protestante.
Quindi vennero per me, e a quel punto non vi era rimasto più nessuno
che potesse alzare la voce per me.     (Martin Niemoller)

Alessandro Squizzato

coordinatore regionale FGCI Veneto

 

   Sulla morte di Nicola Tommasoli le parole si sono sprecate e molte in modo vergognoso, dai paragoni strumentali alle riduzioni a fatto di cronaca, con una trasversalità allarmante dal PDL al PD. E’ in atto il chiaro tentativo di cancellare gli elementi salienti di questo delitto: il fatto che non si tratti di un caso isolato e inaspettato e i forti collegamenti con l’estrema destra organizzata e con le istituzioni cittadine.

Lo dicevamo da tempo, anche a mezzo stampa: a Verona si preparava una tragedia. Da anni ormai i gruppi neofascisti in quella città come in molti altri centri in tutto il nord sono lasciati liberi di agire e radicarsi.
   In Veneto è significativo che le zone dove le aggressioni sono più gravi e frequenti siano Treviso e Verona, dove le amministrazioni leghiste di Gobbo-Gentilini e Tosi hanno in più occasioni mostrato simpatia o vera legittimazione politica verso le organizzazioni neofasciste. Questo ha prodotto un senso di impunità che galvanizza i gruppi violenti e permette che si creino veri e propri “territori neri” in strade, piazze e locali...

(continua a leggere) www.settoredemokratico.ilcannocchiale.it/

La+difesa+della+razza

Brava gente

di Alberto Prunetti

[Pubblico queste righe con un certo ritardo rispetto alla loro stesura. Il lettore, pensando ai pogrom in corso contro i rom, non potrà non rendersi conto che la realtà si deteriora con più velocità della critica che cerca di descriverla. Mentre scriviamo di razzismo mimetizzato e di lessico dell’esclusione, la gente si attacca ai microfoni dei telegiornali vantandosi di aver lanciato una molotov in un campo rom. Non oso pensare di peggio per paura che accada.] A.P.

“Non sono razzista, ma…” Quanti discorsi balordi partono da questa premessa? Quanti pregiudizi, quanti stereotipi, quanta biliosa aggressività muove da questo assunto? Nient’altro che una strategia retorica? Rendere esplicito il pregiudizio per giocare d’anticipo su un’eventuale contestazione e poi sparare giù il carico di banalità, che è banale proprio nel senso che è condiviso dal senso comune, è amplificato dai media, è asserito da presunti esperti delle dinamiche sociali?...

   Si dice integrazione — parola terribile, di per sé — ma si pensa assimilazione. O, verrebbe da aggiungere, espulsione e annientamento…Imbrogliando le carte, urlando continuamente al lupo, soffiando sul fuoco del rancore italiota, della paura tutta provinciale verso lo straniero, soffocando l’immagine di un paese composto da tante culture e costruendo una presunta identità nazionale assolutamente fittizia e sicuramente deplorevole, i media hanno innescato il detonatore del linciaggio…

 

   Quanto alle elezioni, non potevano che spingere l’acceleratore del conformismo più becero, alimentando il cortocircuito tra la chiacchiera da bar e i programmi televisivi del pomeriggio, con conseguenti esplosioni a catena di luoghi comuni riprodotti come profezie che si autorealizzzano…

 

   Il risultato di tutto questo, dai giorni successivi alla morte della signora Reggiani fino alle elezioni, è stata una situazione pesante e surreale, che produce migranti più impauriti e ricattabili e italioti sempre più spaventati e rancorosi, mentre le campane dei media tuonano a morto e le pratiche di libertà si restringono per tutti, in termini di mobilità, repressione, sanzioni. La scusa è sempre quella: l’emergenza. Un elemento, quello emergenziale, che sembra paradossalmente strutturale alla realtà italiana…

 

   Che importa se una pessima legge creerà problemi sociali? Tanto meglio. Sarà l’occasione per smuovere le acque, fare propaganda, accusare gli avversari politici di lassismo, per poi fare un'altra legge, peggiore della precedente. E via di questo passo, in un gioco vizioso che pretende di governare la realtà e che produce sempre più alienazione, paura e marginalità. Miseria per gli esclusi e paura per gli inclusi, insomma. O viceversa. Fino a oggi.

 

   Il dado ormai è tratto e i veleni carichi di rancore in fermentazione non ci metteranno molto a incendiarsi, alimentando l’ennesima caccia allo straniero, al diverso, a quello che non appartiene alla tribù. Aspettando nuove leggi razziali e l’allungamento dei tempi di detenzione nei campi di concentramento dei migranti ci penseranno gli italiani, brava gente, a risolvere a modo loro le sfide del multiculturalismo. Almeno la pulizia etnica diventerà un dovere civico nel bel paese sommerso di spazzatura, con buona pace di sindaci e assessori che non potranno non complimentarsi con i cittadini, che in materia di lotta contro il degrado e tolleranza zero, sanno fare meglio e prima della polizia municipale

(continua a leggere)    www.carmillaonline.com

 

 

postato da doktorgeiger alle ore maggio 15, 2008 19:38 | link | commenti
categorie: politica, news, manifestazioni, miserabili
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