
Non so quale comico abbia suggerito alla Condy Rice la barzelletta secondo cui i missili Patriot schierati ad appena
Chi la mette decisamente sull’humour è il giornalista del Guardian George Monbiot che oggi scrive (su Liberazione):
Il governo americano insiste nel dire che gli intercettatori, che saranno posizionati sulle coste del Baltico, non hanno nulla a che vedere con
Questo ci permette di guardare ad un futuro radioso, nel quale il sistema missilistico di difesa, secondo quanto afferma il Pentagono, proteggerà «la nostra nazione... e i nostri amici e alleati». Questo se i russi aspetteranno che funzioni, prima di annientarci con le atomiche. La buona notizia è che, all'attuale stato dei lavori, un sistema di difesa affidabile sarà pronto solo tra 50 anni. La cattiva notizia è che negli ultimi 60 anni il sistema è sempre stato a 50 anni dalla realizzazione.
Hanno iniziato a svilupparlo nel 1946 e fino a oggi non hanno ottenuto niente. Avreste tutt'altra impressione leggendo i comunicati stampa del Pentagono: la parola «successo» appare più spesso di qualsiasi altro vocabolo. E' vero che sono stati in grado di colpire due missili sui cinque lanciati negli ultimi cinque anni nel corso dei test effettuati. Ma questi test non hanno alcuna similitudine con un vero attacco nucleare.
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C'è da chiedersi perché impegnare questo pozzo infinito di miliardi in un programma che è destinato a fallire? Vi darò qualche indizio: la risposta è sottointesa nella domanda. Esiste perché non funziona...
Tutti i tentativi fatti, sia falliti che riusciti, sono stati organizzati. L'obiettivo, il tipo e la destinazione erano conosciuti prima che i lanci fossero programmati. E' stato impiegato un solo tipo di missile nemico, in quanto il sistema non ha alcuna speranza di abbatterne due o tre insieme. E se venissero utilizzati missili esca, sarebbero identificati come tali ancora prima di un lancio. Tanto che il Pentagono ha deciso di non usarli più per testare il sistema. Questo mette in luce uno dei principali, e insolubili, problemi del sistema: è difficile capire come gli intercettatori possano battere in astuzia un tentativo del nemico di confonderli.
Come ha sottolineato Phil Coyle, ex ufficiale del Pentagono responsabile dei sistemi di difesa, ci sono innumerevoli modi in cui è possibile ingannare il sistema. Per ogni missile nemico lanciato ne possono essere esplosi altrettanti finti con gli stessi sistemi radar e di infrarossi. Così come basterebbero dei palloni aerostatici o frammenti di metallo per bloccare il sistema. Si può ridurre la percezione di un missile del 90% semplicemente dipingendolo di bianco. Questa "alta tecnologia", che si può ottenere dal ferramenta sotto casa, di fatto rende un'altro elemento del multimiliardario sistema di difesa obsoleto. Oppure ci si può semplicemente dimenticare dei missili balistici e ricorrere ai cruise, contro i quali il sistema è inutile.
Il programma è talmente costoso, mentre i modi per bypassarlo così economici, che se il governo degli Stati Uniti fosse seriamente intenzionato a farlo funzionare potrebbe portare il paese alla bancarotta, esattamente come la corsa agli armamenti ha portato l'Unione Sovietica alla rovina. Washington ha già speso tra i 120 e 150 miliardi di dollari sul programma da quando Reagan rilanciò il progetto nel 1983. Sotto George Bush i costi sono cresciuti. Il Pentagono ha richiesto 62 miliardi da spendere ogni 5 anni, questo significa che il costo totale tra il 2003 e il 2013 sarà di 110 miliardi di dollari. E non esistono serie prospettive di successo. Il Pentagono si è inventato un nuovo meccanismo che permette al programma di difesa missilistico di ottenere finanziamenti fuori dal normale bilancio.
"Spiral development" significa, stando alle parole della direttiva del Pentagono che «i requisiti finali non sono noti all'inizio del programma». Di fatto il sistema potrà essere sviluppato secondo i criteri che verranno decisi dai militari. Il risultato è che nessuno ha la più vaga idea di quale sia l'obiettivo del programma. Non ci sono date, né costi, certi. Nessuna penale in caso di fallimenti o ritardi. Nessuno standard con il quale compararlo e giudicare il suo funzionamento. E questo mostruoso schema è ancora incapace di realizzare quello che alcune centinaia di dollari di seria diplomazia potrebbe raggiungere in un pomeriggio.
C'è da chiedersi perché impegnare questo pozzo infinito di miliardi in un programma che è destinato a fallire? Vi darò qualche indizio: la risposta è sottointesa nella domanda. Esiste perché non funziona.
La politica Usa, a causa dei fallimenti dei Repubblicani e dei Democratici nel contrastare queste spese, è malata. E con Bush la corruzione ha raggiunto qualità nigeriane. Il governo federale è un stato sociale corporativo, premia le aziende che donano milioni di dollari ai politici con contratti dal valore di miliardi. Il sistema di difesa missilistico è la magica torta che non finirà mai, non importa quanta ne mangi. I fondi diretti alla difesa e a tutti coloro che lavorano al progetto non finiranno perché il sistema non funzionerà mai.
Per poter mantenere il flusso di denaro l'amministrazione deve esagerare le minacce provenienti da nazioni senza atomica e allo stesso tempo ignorare le possibili risposte che potrebbero arrivare da chi invece il nucleare ce lo ha. E la stessa Russia non è innocente. Si può immaginare il sorriso sui volti dei generali russi: grazie a questo nuovo scudo missilistico hanno trovato una nuova scusa per accrescere il loro potere e i loro budget.
Se proviamo a capire la politica estera statunitense in termini di impegni razionali rispetto ai problemi internazionali, o anche solo come affermazione di potere, stiamo guardando nel posto sbagliato. Gli interessi del governo Usa sono sempre stati provinciali. Il loro obbiettivo è tranquillizzare i lobbisti, influenzare l'opinione pubblica in occasione di passaggi cruciali del ciclo politico, accontentare le fantasie dei fondamentalisti cristiani e fare i ruffiani con compagnie televisive controllate da miliardari eccentirici. Gli Stati Uniti non hanno una vera politica estera. Né politiche nazionali da proiettare oltre i suoi confini. Il fatto che abbiano minacciato il mondo con ben 57 metodi di distruzione non è tema che interessa l'attuale amministrazione. L'unico loro interesse è chi sarà pagato e che tangente politica produrrà.
Liberazione 21/08/2008