
Mia sorella mi ha lasciato da accudire una tartaruga orecchie gialle (Trachemys scripta scripta) di una sua amica giapponese che è dovuta momentaneamente tornare in Giappone per la morte di sua madre. La tartaruga, Kamè, ormai un po’ cresciuta (circa 10 cm) mi è stata consegnata nella solita vaschetta cm.30x40, il che non è il massimo della vita. Se ne sta spesso attaccata alle pareti della celletta, quando non se ne sta in acqua. In attesa di una soluzione decente, di tanto in tanto la faccio sgambettare fuori dalla celletta sul terrazzino o in cucina o nella vasca da bagno, cosa che Kamè apprezza assai. Ma la cosa curiosa (gli animali sono sempre “curiosi”) è che se ne va subito e sempre, in tutti i casi, lungo le pareti o i bordi, come se non fosse interessata a circolare per il più ampio spazio finalmente a disposizione, ma tendesse a riprodurre lo stesso comportamento che ha, poverina, nella vaschetta 30x40. Non c’è verso, che so, di rimetterla a centro stanza, per farle godere il più ampio spazio, che quella subito se ne ritorna alle amate pareti. Sbatti uno in prigione, e tenderà sempre a riprodurre quelle quattro mura, anche nel mondo esterno. Fissa limiti, e la gente andrà sempre a sbatterci la test(uggine).
Aggiornamento: Kamè guarda stupita il frigorifero. Cosa mai sarà questo scatolone enorme?