La principale attrazione della mini serie di films dedicati alla Time Machine di G.Wells (L’uomo che visse nel futuro, George Pal 1960; L’uomo venuto dall’impossibile, Nicholas Meyer 1979; The Time Machine, Simon Wells 2002) è la stessa macchina del tempo, veicolo ed espediente narrativo allo stesso tempo. La versione classica di George Pal catturava il tipico stile steam punk proprio nel design della macchina stessa. Già, ma come funziona e si costruisce nientemeno che una macchina del tempo?
Questa è la descrizione che ne fa lo stesso Wells (corsivi miei):
“L'oggetto che il Viaggiatore del Tempo recava in mano era un lucidissimo modello di qualche cosa, poco più grande di un orologio a pendolo, costruito con molta precisione in avorio e in una materia trasparente come il cristallo. Sarò sincero: quello che seguì - a meno che non si accettino i chiarimenti dell'inventore - è una cosa assolutamente inesplicabile”. (…) è soltanto un modello: il progetto, appunto, della macchina per muoversi nel tempo. Potete notare la sua insolita inclinazione e la bizzarra lucentezza di questa sbarretta, che ha un aspetto quasi irreale. —
Il nostro ospite puntò il dito sul pezzo in questione. — Qui c'è una minuscola leva bianca, là ce n'è un'altra. Il medico si alzò in piedi e si chinò a fissare il modello. — È eseguito con grande minuzia, — osservò. — Ci sono voluti due anni per costruirlo, — spiegò il Viaggiatore del Tempo. L'inventore seguitava a parlare. — Adesso è necessario che comprendiate bene una cosa: se si preme questa leva, la macchina scivola nel futuro; se si preme quest'altra, la macchina compie il cammino inverso; questa sella è il sedile del pilota. Fra un minuto toccherò la prima leva, e la macchina entrerà in funzione: cioè passerà nel futuro e scomparirà. Guardatela bene, guardate anche il tavolino, e vi convincerete che non c'è nessun trucco. Non mi piacerebbe distruggere questo modello per poi sentirmi dire che sono un ciarlatano. (…) La piccola macchina girò su se stessa, si fece sempre più indistinta, parve per un attimo incorporea come un fantasma in un vortice scintillante di metallo e di avorio, poi scomparve: svanita! Sulla tavola non era rimasta che la lampada.”
Non ho (almeno finora) illustrazioni originali dell’epoca, ma secondo Stephen Baxter doveva essere vagamente somigliante a una bicicletta, una bicicletta vorticante che ruotando diveniva incorporea e spettrale.
“Mi sembrò di scorgere una figura spettrale e indistinta che sedeva su una massa vorticante nera e gialla... ma poi la figura scomparve... La macchina del tempo era sparita” (cap. 16).
George Pal si ispirò invece ad uno dei suoi giochi d’infanzia preferiti, una slitta, una slitta con un sedile da…barbiere, che avrebbe dovuto appunto scivolare e scorrere nel tempo.

Questo qui sopra fu uno dei primi design presentato a Pal, al quale piacque soltanto il piatto girevole posto dietro il Viaggiatore. Forse, come slitta, dovette apparire un po’ troppo statica, anche se confortevolmente vittoriana.
Qui sotto invece i progetti originali della Macchina che verrà approvata.



E qui sotto il nostro intrepido Viaggiatore mentre per la prima volta ci mostra, nel film, la sua eccezionale creazione.

“Vedemmo, appena entrati nel laboratorio, la copia molto più grande del meccanismo che si era dileguato davanti ai nostri occhi. Alcune sue parti erano di nichel, altre d'avorio, altre ancora sembravano ricavate dal cristallo di rocca. La macchina, nei suoi elementi essenziali, doveva essere finita, ma le traslucide sbarre a spirale posate sul banco accanto ad alcuni fogli da disegno erano ancora incomplete; ne presi in mano una per esaminarla meglio: mi parve fatta di quarzo.”

E finalmente il Viaggiatore è pronto per il suo primo viaggio vorticoso…

…un po’ troppo vorticoso…

(è meglio viaggiare che atterrare!)
Per chi volesse ulteriormente curiosare fra modelli e modellini, consiglio una visita ai seguenti due straordinari siti, che ringrazio per le fonti e le immagini (chissà che non finiate per costruirvi la vostra propria macchina del tempo!):