Da qualche tempo, inevitabilmente, mi si è affacciato in mente l’incontro o incrocio fra musica rock e fantascienza , o più in generale fra cultura rock e cultura hacker o geek. Non so neppure se già esiste in merito qualche libro o sito. A parte forse un lontano Trance & Drones scritto da Gino Dal Soler e Alberto Marchisio (Castelvecchi, 1996), che però spazia dall’ambient alla trance in un calderone di musiche elettroniche visionarie o psichedeliche che esula dal tema specifico dell’incrocio fra sottocultura informatica e rock come incrocio fra due ribellioni spesso di segno opposto, come fra il caldo e freddo. Bisognerebbe dunque ripartire dagli esempi che già abbiamo in mente, dallo “Ziggy Stardust” di David Bowie al “Neuromancer” di Billy Idol. E ancora Kraftwerk, Syd Barrett , Neil Young, Magma, Devo, B-52’s, Warren Zevon, Sonic Youth, Jefferson Starship, le eresie psichedeliche degli anni Sessanta, e vedere cosa ne vien fuori.
Song: "Neuromancer" by Billy Idol (1993), ispirata da Neuromancer di William Gibson.
Quando ancora Internet era dominio soltanto degli stravaganti freaks dei computer, Billy Idol si buttò a capofitto nello sprawl cyberpunk di William Gibson. Ispirandosi al futuro distopico delle aree urbane devastate, alla dominazione economica giapponese del pianeta e a una rete di computers che collega tutto il mondo, Billy Idol ha ripreso le idee di Gibson degli anni ‘80 per riadattarle al suo rock alternativo dei primi anni Novanta nel suo album concept Cyberpunk, tributando una canzone al cowboy artificiale di Gibson. All’incirca nello stesso periodo di Johnny Mnemonic (1995), una versione più mainstream per soli geek.