Taxandria è un lungometraggio d’animazione belga realizzato da Raoul Servais, uscito nel 1994 e tratto da un libro dello scrittore francese Alain Robbe-Grillet. Pur essendo l’unico lungometraggio realizzato da Servais, Taxandria si distingue pe il suo stile di animazione, detto appunto servaisgraphie.
La storia narra del giovane principe Jan inviato da suo padre in un palazzo deserto ai bordi del mare per prepararsi ai suoi esami. Per distrarsi egli passa il suo tempo con il suo nuovo amico, il guardiano del faro Karol, un tipo strano che gli apre le porte di Taxandria (dal nome di una provincia belga), una città fantasmagorica, il regno dell’eterno presente, svuotata di memoria, tempo e progresso. Da questa città immaginaria, sottomessa a un regime totalitario in cui non è permessa alcuna rappresentazione umana (comprese le macchine fotografiche) scappano via dei perseguitati politici che trovano rifugio presso Karol. A prima vista Taxandria sembra un luogo magico e meraviglioso, ma Jan si accorge presto del lato oscuro di questo strano mondo, repressivo e paranoico. Aimé, figlio del malefico Capo della Polizia e desideroso di nuove scoperte e di riscoprire la storia passata di Taxandria, s’innamora della principessa Ailée che sta cercando di liberarsi dai confini paradisiaci del Giardino del Mirto. Dopo aver scoperto la vera natura del potere di Taxandria, Aimée e Ailée infrangono le regole, si impossessano di una camera obscura e scappano grazie a una macchina volante. Jan scopre così la forza dell’amore e il valore della libertà.
Raoul Servais, influenzato dai surrealisti Magritte e Delvaux, aveva concepito questa storia già dai primi anni ’80. Dopo qualche ritardo per mancanza di finanziamenti, entra in contatto con Benoît Peeters, co-creatore della serie Les Cités Obscures, con cui collabora nella realizzazione di un documentario sulla Servaisgraphia, lo stile d’animazione inventato da Servais. François Schuiten diventa allora il produttore di Taxandria, apportandovi il suo contributo anche sul piano delle nuove tecniche digitali.
In effetti Taxandria è strettamente connessa alle Cités Obscures di Schuiten e Peeters, anche sul piano narrativo. L’influenza steampunk traspare dall’abbigliamento e dalla tecnologia che assomigliano a quelli dell’Era vittoriana, e la stessa architettura di Taxandria è reminiscente delle fantasie architettoniche di Schuiten. Un altro lato comune è l’assurdità kafkiana del potere burocratico. Gli stessi Schuiten & Peeters hanno realizzato una graphic novel di Taxandria, un anno prima del film, con il titolo Souvenirs de l'Eternel Présent: Variation sur le Film Taxandria de Raoul Servais.

In seguito a tutte le traversie, economiche e temporali, anche per lo stesso Servais Taxandria non è un film d’animazione quale egli avrebbe voluto che fosse. Pur premiato e apprezzato nei festival del cinema fantastico, il film ha stentato a trovare il suo pubblico. Forse troppo tempo era passato dai successi precedenti di Servais, come Goldframe, Chromophobia e Harpya. Influenzato largamente dal pittore surrealista Paul Delvaux e dalle sue oniriche città-fantasma, Servais finì per realizzare uno strano compromesso con Schuitens e le sue architetture fantastiche. Taxandria resta comunque un classico proiettato soprattutto nei circuiti d’essai.
· Raoul Servais—The Complete Collection of Short Films, Boomerang Pictures (Belgium) / Doriane Films (France).