Un altro film al quale ha contribuito François Schuiten (costumi e scenografie) è il famoso Gwendoline ( noto anche come The_Perils_of_Gwendoline_in_the_Land_of_the_Yik-Yak) diretto da Just Jaeckin nel 1983, e tratto dal racconto The Adventures of Sweet Gwendoline del precursore del bondage, John Willie.

Per i più smaliziati, potrei chiudere qui il post, mentre per i neofiti…be’, ci sarebbe bisogno di qualche solido supplemento d’indagine, e l’invito a seguire qualche link. E’ una storia di cattura, fuga e salvataggi reiterati (con una struttura circolare cattura-fuga-ricerca), basata sul tema della “damigella in pericolo”, che si dipana a partire da un malfamato porto cinese, attraverso giungla e deserto, fino a Yik Yak, il perverso regno sotterraneo di sole donne, da cui, dopo altre insidie e combattimenti, Gwendoline finalmente fugge in compagnia della sua domestica Beth e del suo grande amore, Willard. Il quale finalmente cattura l’elusiva farfalla che ha dato il via a tutta l’avventura…
(per ragioni assolutamente ridicole YouTube ha rimosso il trailer di The Perils of Gwendoline; me ne scuso con i visitatori, è evidente che qualche idiota leccaculo s'è montato la testa di spazzatura...)
Trama. Alla ricerca del padre, appassionato di entomologia e del quale non si hanno più notizie, Gwendoline e Beth sbarcano in un porto asiatico. Qui vengono catturate da un trio di ladri, ma vengono liberate da Willard, un simpatico mercenario avventuriero, al quale Gwendoline propone di partire alla ricerca del genitore. Willard cerca ripetutamente di liberarsi delle due assillanti ragazze, ma alla fine cede. Gwendoline viene a sapere che il padre è morto mentre era sulle tracce di una meravigliosa farfalla, e decide di continuarne la ricerca. Arrivati nella terra di Yik Yak, i tre vengono catturati dalla tribù cannibale dei Kiops, ma riescono ad evadere. Fuggendo verso il deserto, Gwendoline finalmente trova la farfalla, ma proprio in quel momento Beth cade in una fenditura che conduce al regno sotterraneo delle fanciulle guerriere dominate da una spietata regina e dal suo amante Darcy, un tecnico francese che ha attrezzato una miniera di diamanti nelle viscere di un vulcano spento. I nostri eroici beniamini, dopo dure prove e atroci combattimenti, riescono finalmente a fuggire, mentre il regno sotterraneo viene inghiottito dal vulcano. Willard cattura la farfalla, e sboccia l’amore.

Il personaggio di Gwendoline ha ispirato l’icona più popolare del bondage, l’intramontabile Bettie Page. A sua volta John Willie si ispirò ai libri illustrati del francese Carlo, non per il loro (scarso) contenuto artistico o letterario, ma per gli estrosi capi di abbigliamento utilizzati e per i bizzarri marchingegni immaginati per infliggere torture corporali e psicologiche alle malcapitate.
Willie fondò nei primi anni ’40 la rivista illustrata Bizarre, col successo delle storie, piene d’ironia, delle “damigelle in pericolo” (“damsell in distress”), e in particolare del personaggio di Sweet Gwendoline e della perfida Contessa. Lo stile visuale di Willie si distinse per la sua predilezione per ragazze slanciate dale gambe lunghe e seno piccolo, e per la cura maniacale dedicata alle calzature, su tacchi altissimi.