geiger dysf

"Chi non ha conosciuto la tentazione di essere il primo nella comunità non capirà nulla del gioco politico, della volontà di assoggettare gli altri per farne degli oggetti, né intuirà gli elementi di cui si compone l’arte del disprezzo…" (E.Cioran)
mercoledì, 16 luglio 2008

Siamo tutti Rom!

Siamo tutti Rom!

 

  zingari4 Be’, piace o spiace dirlo, ma l’avevamo detto!

Dal 2010 le impronte digitali diverranno obbligatorie per tutti. Questo è quanto previsto da un emendamento che ha ottenuto il sì bipartisan dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera.

Il PD è contento: dal momento che le impronte verranno prese a tutti, la questione Rom “è disinnescata” (Antonio Misiani) (e noi che ce ne preoccupavamo invano e davamo la colpa a quel pazzo di Maroni). Giulio Calvisi (sempre PD) ci rassicura, perché tutto ciò sarebbe previsto da una “direttiva comunitaria”  e "i nuovi documenti sono già predisposti" (eh l’Europa se non ci fosse bisognerebbe inventarla!)(*).

I Rom sentitamente ringraziano per essere in tanta compagnia. Adesso potranno essere schedati, razziati e pogromizzati “democraticamente” e senza tutte queste lagne sulla xenofobia. Anzi, visto che adesso “siamo tutti Rom”, mi viene il sospetto che l’oggetto di tanta dedizione fossero gli “autoctoni” e le loro propensioni delinquenziali e/o nomadiche (io l’avevo detto che tutti i cittadini sono dei criminali in potenza!)…

 

(*) va precisato che la direttiva comunitaria non esiste, se non nelle intenzioni:

"Il nostro voto favorevole sull'emendamento - spiegano i deputati del Pd Antonio Misiani e Giulio Calvisi - è stato dato perchè la norma è in linea con un progetto dell'Unione Europea. La direttiva ancora non c'è - precisano - ma si tratta di una questione che sta maturando in Europa".

Ovviamente, ma non per i media, "sta maturando" è assai diverso da "esiste già".



SCIENZA DI POLIZIA:

“il discorso attuale sulla Sicurezza non è volto a prevenire attentati terroristici o altri disordini; esso ha in realtà funzioni di controllo a posteriori…Le misure biometriche, come il controllo della retina introdotto alle frontiere degli Stati Uniti del quale ora si propone l’inasprimento, ereditano funzione e tipologia di pratiche introdotte nell’Ottocento per impedire la recidiva dei criminali: dalle foto segnaletiche alle impronte digitali. I governi sembrano considerare tutti i cittadini, insomma, come terroristi in potenza…
Una democrazia che si riduca ad avere come unici paradigmi lo Stato di eccezione e la Sicurezza, non è più una democrazia…Così oggi l’ideologia della Sicurezza è volta a giustificare misure che, da un punto di vista giuridico, possono essere definite solo come barbare…Nella storia del diritto l’intenzione può costituire un’aggravante; non può essere mai un crimine in sé. È solo un esempio della barbarie giuridica cui siamo di fronte: abbiamo assistito a dibattiti sull’opportunità o meno di praticare la tortura. Se uno storico confrontasse i dispositivi di legge esistenti durante il Fascismo e quelli in vigore oggi, ho paura che dovrebbe concludere a sfavore del presente»

“Le limitazioni della libertà che è disposto ad accettare oggi il cittadino dei paesi cosiddetti democratici sono incredibilmente più ampie di quelle che avrebbe accettato solo vent’anni fa. Prendiamo il progetto di un archivio del DNA: una delle cose più aberranti, ma anche più irresponsabili, di questo famoso pacchetto Sicurezza. Fu l’accumulo di dati anagrafici a permettere ai nazisti, nei paesi occupati, di identificare e deportare gli ebrei. Possibile che non ci si chieda che cosa avverrà il giorno che un dittatore potrà disporre di un archivio genetico universale? Ma basta pensare a come sia passata l’idea che gli spazi pubblici siano costantemente monitorati da telecamere. Un ambiente simile non è una città, è l’interno di una prigione! Le ditte che fabbricano i dispositivi biometrici suggeriscono di istallarli nelle scuole elementari e nelle mense studentesche, in modo da abituare sin dall’infanzia a questo tipo di controlli. L’obiettivo è formare cittadini completamente privi di libertà e, ciò che è peggio, che non se ne rendono affatto conto”

“Come le guerre vengono presentate come operazioni di polizia, così la democrazia diventa sinonimo di una mera pratica di governo dell’economia e della sicurezza. È quella che nel ‘700 si chiamava "scienza di polizia" per distinguerla dalla politica. Sempre più si afferma l’idea, equivalente a un vero e proprio suicidio del diritto, che sia possibile normare giuridicamente tutto, compreso ciò che riguarda l’etica, la religione e la sessualità. Una parte importante viene svolta dai media che, perdendo ogni funzione critica, sono sempre più a loro volta organo di governo».  (Giorgio Agamben).


 

L'Udc vorrebbe estendere la schedatura anche ai «nostri bambini», ma su base volontaria. Cadrebbe così il razzismo?

   Ciò dimostra una cosa: ogni volta che si approva una misura cosiddetta emergenziale diretta ad una minoranza, inevitabilmente questa misura viene estesa anche ad una parte degli autoctoni. Non dimentichiamoci che tra le tante sciagurate decisioni del centrosinistra esiste anche la carta di identità con dati biometrici. Eppure nessuno ha mai sollevato obiezioni al fatto che siamo tutti iperschedati” (Salvatore Palidda)

 

postato da doktorgeiger alle ore luglio 16, 2008 10:59 | link | commenti (2)
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mercoledì, 02 luglio 2008

Il grande sonno (della ragione)

bigsleepx

   Questo blog non si occupa normalmente di cronaca nera e giudiziaria (anche se la cosa potrebbe avere un suo interesse, ma ahimè non ne ho il tempo). Per questo vi sono legali, giornalisti, associazioni, siti specializzati. Anche quando si tratta di reati commessi da Rom, come nel caso degli otto Rom croati arrestati ieri. A me preme mettere in rilievo una tendenza (ormai “vincente”, salvo sorprese) verso lo stato d’eccezione, che in parole povere significa sospensione delle garanzie costituzionali e della ordinaria amministrazione della Giustizia,  verso la dichiarazione dello stato d’emergenza permanente. L’emergenza (in questo caso relativa ai Rom) prevarica e sospende il diritto.

   Una volta realizzato, lo stato d’eccezione può applicarsi a chiunque e a qualsiasi processo. Lo si è visto nel caso dei fratellini Ciccio e Tore di Gravina di Puglia, dove Filippo Pappalardi è stato accusato dalla Procura a prescindere (stigmatizzato a priori), e si è salvato soltanto grazie al casuale ritrovamento dei corpi dei due bambini in fondo a una cisterna nei pressi della piazza in cui abitualmente giocavano, dopo anni di inutili ricerche per grotte e gravine. Oltre alla determinazione dell’avvocatessa e del Gip (vedi il post Auguste Dupin a Gravina).

   Nel caso degli otto Rom arrestati ieri, il sospetto di una operazione premeditata e pianificata ad orologeria, c’era tutto. Qui non entro nel merito dei reati, ma sul come e da chi è stata costruita a tavolino questa operazione, e per quali finalità. Se si parte dal presupposto dell’”emergenza”, la legge va a farsi fottere, tutti i teoremi sono possibili, nessuno è più al sicuro. Può accadere agli odiati “zingari”, ma il vero obiettivo è che può accadere, senza contrasto, a tutti, a chiunque di voi/noi, come stava per accadere a Filippo Pappalardi. Sul come si può poi costruire una montatura, rimando alla lettura di Momodou di Wu Ming.  Il Gip di Verona, Giorgio Piziali, che suppongo non sia un eroe ma ha soltanto seguito la deontologia professionale, ha chiarito senza mezzi termini quanto sta accadendo. Chi vuole intendere, intenda.

 

Subito scarcerati due degli otto rom croati arrestati ieri
perché accusati di costringere i figli ad andare a rubare

Verona, il gip libera due nomadi
"Incarcerati ingiustamente"

 

"Il delicato istituto del fermo è stato piegato ad altri fini, che non sono di interesse di questo giudice, ma che si individuano sullo sfondo di questa scelta , tutti gravemente lesivi delle regole, anche costituzionali, che presiedono la libertà personale" scrive il gip di Verona Giorgio Piziali nell'ordinanza con cui ha rigettato la richiesta di convalida del fermo.

il fermo non può essere utilizzato né dagli organi di pg, né dal pubblico ministero per finalità diverse da quelle sue proprie, che consistono esclusivamente nell'intervento di urgenza motivato da un concreto e comprovato pericolo di fuga".

 

Il pm e gli organi di polizia, infatti - secondo il gip - in questo modo "scelgono i tempi dell'intervento giurisdizionale con il rischio che vi sia l'attenzione a finalità diverse da quelle del mero corretto esercizio della giurisdizione, del quale è presidio il giudice".

 

A suo parere "non sfugge come l'intervento cada in concomitanza con un generalizzato interesse pubblico proprio per vicende" come quella al centro dell'inchiesta.

 

In parole più semplici, su questa operazione c’è stata la pressione diretta del ministro dell’Interno Roberto Maroni. Per il Gip, pm e organi di polizia "scelgono il giudice competente per la misura nel giudice di turno invece che in quello già incaricato del procedimento" e "costringono il giudice della misura a compiere le complesse e ampie valutazioni connesse alla posizione di sette persone per 25 capi d'imputazione nel termine massimo di 48 ore". Ecco perché secondo il gip, il fermo si presenta "all'evidenza del tutto e gravemente illegittimo". Se il Pm dipende dal potere politico, questo si chiama “stato di polizia”.

 

(da la Repubblica 3 luglio 2008)

postato da doktorgeiger alle ore luglio 02, 2008 16:00 | link | commenti
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sabato, 28 giugno 2008

Kinder der Landstrasse

copertina A riv anarrchica

www.anarca-bolo.ch/a-rivista/aforzadiesserevento/index.htm




Kinder der Landstrasse: l’Inseminator di Mario Cavatore (romanzo)

 

Mario Cavatore, Il seminatore, Einaudi, 2004seminatore

 

    L’inseminator di Mario Cavatore prende lo spunto dall’operazione di pulizia eugenetica scatenata in Svizzera nel periodo fra le due guerre mondiali del secolo scorso, condotta dalla famigerata Opera di soccorso "Enfants de la grand-route" (Kinder der Landstrasse) diretta dal dr. Alfred Siegfried. Cavatore si è direttamente ispirato all’articolo di Laurence Jourdan sull’eugenetica in Europa (“Le Monde Diplomatique”), di cui ho già parlato nel post Ladri di bambini. 

 

   Da buon cronista, storico e memorialista, prende una vicenda reale della pulizia etnica elvetica e la sviluppa fino al parossismo. Lubo Reinhardt  è uno zingaro naturalizzato che sta prestando il servizio militare obbligatorio, quando riceve la notizia che gli sovvertirà la vita: i suoi due bambini sono stati presi dalla polizia per essere estirpati dalla cultura rom ed “educati nella civiltà”, e la moglie, che ha tentato invano di opporsi, è stata uccisa.

   Ciò accade nella Svizzera del 1939 dove da tempo è attiva l'Opera “Bambini della Strada Maestra”, un'organizzazione "umanitaria" che usa mezzi tutt'altro che umanitari per sradicare la “piaga” del nomadismo e annichilire la presenza zingara in Svizzera allontanando i figli dai genitori.

 

  Lubo, straziato da quella brutale prevaricazione ammantata di legalità , decide di vendicarsi. La sua vendetta è meditata ma viscerale, implacabile, a suo modo rigorosa ed epica: due figli zingari gli sono stati tolti, duecento nuovi figli zingari egli diffonderà, con il suo seme, in Svizzera. Cambia identità e si trasforma in un Don Giovanni fascinoso e inseminatore. Il suo piano inverso è inseminare il maggior numero possibile di donne svizzere, per rispondere alla politica eugenetica con un gesto uguale e contrario, d’immensa portata simbolica. Il seme del male si propaga all’infinito, generando nuova violenza.   

 

  Il male dato ritorna, ingigantito. La follìa eugenetica naufraga in un succedersi continuo di nuove tragedie. Se non fosse un romanzo storico, scarno e asciutto, avrebbe potuto essere la trama di un film horror, condito eventualmente dalla sagace ironia di un Emir Kusturica.

vedi:

 www.mariocavatore.it/index.html



  

 (*) Mario Cavatore e' nato a Cuneo nel 1946. E' stato operaio, elettrotecnico, tecnico del suono, speaker e animatore radiofonico, artigiano nel campo dell'elettronica. Ha esordito come scrittore nel 2004 con il romanzo Il seminatore per la casa editrice Einaudi. Nel 2007 è uscito il suo secondo romanzo, L'Africano, ambientato a capitoli alterni in Ruanda e in Belgio, con in sottofondo il genocidio dei Tutsi da parte degli Hutu.

postato da doktorgeiger alle ore giugno 28, 2008 16:43 | link | commenti
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giovedì, 26 giugno 2008

Ladri di bambini

donne-epoliz Il seminatore 2

LADRI DI BAMBINI

 

  

 In Italia la forza del pregiudizio alimenta oggi una violenza quotidiana che

ha nei bambini rom e sinti le vittime predestinate. Le radici storiche di questa

violenza sono remote. Profondamente radicato e sordo a ogni evidenza è il

pregiudizio che accusa gli zingari di rubare i bambini "nostri".

   Intanto ogni giorno si hanno nuovi esempi di come noi rubiamo agli zingari

i bambini "loro" per trasferirli in istituti e di come la nostra società impedisca

a quei bambini la possibilità di una vita normale. Le prigioni italiane ospitano

- per così dire - un numero molto alto di zingari e chi le volesse visitare

vedrebbe scene di giovanissime madri che allattano i loro piccoli o li tengono con

sé. Bambini che nascono prigionieri”.

(Adriano Prosperi, “I nostri indiani si chiamano zingari”, in “la Repubblica”, 16 giugno 2008)

 

 

   In una cerimonia solenne l´11 giugno scorso a Ottawa il primo ministro canadese ha presentato le scuse del governo ai nativi per la politica di assimilazione seguita dal Canada nei loro confronti:

 

   “nel corso di molti anni, dall´800 fino al 1970, più di 150.000 bambini indiani furono strappati alle loro famiglie in tenera infanzia e obbligati a frequentare le scuole cristiane di stato. Qui, diventati ostaggi di un potere incontrollato mascherato di buone intenzioni, subirono ogni genere di violenza, inclusi naturalmente gli abusi sessuali. Tremende testimonianze di quel che subirono sono state proposte pubblicamente in quella cerimonia dell´11 giugno, davanti alla folla di membri delle "First Nations" “(gli “indiani” d’America). ( Adriano Prosperi, “I nostri indiani si chiamano zingari”, in “la Repubblica”, 16 giugno 2008)

 

   Il primo ministro ha detto fra l´altro: "E´ stato un errore separare i bambini da culture e tradizioni ricche e vibranti; questo ha creato un vuoto in molte vite e in tante comunità. Di questo chiediamo perdono". Già Aléxis de Tocqueville nell´800 aveva descritto  “il degrado fisico e mentale di popoli un tempo fieri e vigorosi trasformati dall´alcool e dall´asservimento coloniale in relitti umani”.

 

    ll riconoscimento di colpa canadese va in controcorrente rispetto all’andazzo paranoico dell’Italia maronista, e colpisce al cuore di quel pseudo-orgoglio di superiorità razziale-culturale (che nasce dalla più abissale ignoranza) tipicamente colonialista sfociato nei genocidi nazisti. Ma indubbiamente è l’urgenza (l’emergenza) del clima di guerra a giustificare, nel segno dello “scontro di civiltà”, i nuovi pogrom e deliri razzisti contro gli “zingari”:

 

  zingare Roma dell I nostri Indiani si chiamano zingari. Ci oppone la stessa barriera culturale tra stanziali e nomadi che oppose in America il popolo delle praterie ai costruttori di città. Quella barriera non ha operato solo nel portare al genocidio degli zingari nei Lager nazisti, di cui comunque non si parla abbastanza. Ci vorrebbe troppo spazio per tentare un elenco anche sommario degli orrori dell´eugenetica europea e dello stillicidio quotidiano di volgari pregiudizi. “ ( Adriano Prosperi, idem).

 

   Stermini colonialisti e stermini razzisti in “casa nostra” sono il frutto malefico di una cultura dominante diffusa a piene mani in tutta Europa, e di cui la follia nazista fu solo la manifestazione più evidente e paradigmatica. Non a caso Prosperi ci ricorda nel suo articolo quanto accadde in altri “civilissimi” Paesi come la Svezia o la Svizzera, riprendendo un articolo della giornalista Laurence Jourdan, su "Le Monde diplomatique":

 

Eugenetica in Europa tra le due guerre e oltre

Caccia agli zingari in Svizzera


Nel maggio del 1999, il Parlamento svedese ha deciso di indennizzare le vittime della politica di sterilizzazione forzata condotta in questo paese dal 1934 al 1975. A partire dal periodo compreso fra le due guerre, in tutta Europa, sotto la pressione di una "nuova scienza", l'eugenetica, e nel quadro di un'inquietante febbre nazionalista, si attuano politiche di eliminazione o di controllo dei "devianti sociali" e degli stranieri. La Germania nazista le porterà al parossismo, ma esse furono attuate, sotto altre forme, anche dal governo elevetico nei riguardi degli zingari.

"Mi hanno portata via da mia madre poco dopo la mia nascita (...) I primi sei mesi di vita, li ho passati in un centro pediatrico per ritardati mentali. Lì ho vissuto le prime torture psichiatriche di un bambino jenische (...) Quando per la prima volta ho chiesto al mio tutore, il dottor Siegfried, chi fossero i miei genitori, mi ha detto (...) tua madre è una puttana, tuo padre un asociale. E questo, me lo sono portato dietro per dieci anni. Finché ho capito il significato di quelle parole: i miei genitori erano zingari "  (Mariella Mehr, scrittrice jenische, una comunità gitana). yipunka Il seminatore 4

 

   Quella comunità della Svizzera fu vittima, negli anni tra il 1926 e il 1972, di una vera e propria caccia al nomade denominata l'operazione "Enfants de la grand-route" (Bambini della strada maestra). Come varie centinaia di altri figli di nomadi, Mariella era stata tolta di forza ai suoi genitori:

 

   Nell'arco di quasi mezzo secolo, in Svizzera oltre seicento bambini jenisches sono stati sottratti a forza alle loro famiglie dall'Opera di soccorso "Enfants de la grand-route", che aveva un unico mandato: quello di sradicare il nomadismo. Con questo proposito, i figli del popolo itinerante erano sistematicamente sottratti ai genitori e collocati presso famiglie affidatarie o negli orfanatrofi, quando non venivano addirittura incarcerati o internati in ospedali psichiatrici.
Nell'ambito del programma che doveva plasmarli secondo i modelli della società sedentaria, questi bambini hanno subito atti di razzismo, umiliazioni e maltrattamenti. Queste vessazioni, più accentuate nella Svizzera tedesca e nel Ticino, sono state minori nella Svizzera francese.
"Sradicare il male del nomadismo" L'Opera di soccorso "Enfants de la grand-route" era stata creata nel 1926 dalla celebre e prestigiosa federazione svizzera di beneficenza Pro-Juventute, cui era stato affidato l'incarico di "proteggere i bambini a rischio di abbandono e di vagabondaggio".”

 

   Nel giugno 1998 Ruth Dreyfuss, consigliere federale oggi presidente della Confederazione elvetica ha dichiarato pubblicamente: "Le conclusioni degli storici non lasciano spazio al dubbio: l'Opera di soccorso Enfants de la grand-route è un tragico esempio di discriminazione e persecuzione di una minoranza che non condivide il modello di vita della maggioranza".

 

   Il termine assimilazione rivela qui la sua natura più brutale e feroce. Non a caso il fondatore e direttore di quest'organismo, Alfred Siegfried (1890-1972), che terrorizzava i bambini gitani con la complicità della polizia e delle amministrazioni comunali e cantonali, venne paragonato al suo principale ispiratore, Hitler.

 

(fine Prima Parte)

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giovedì, 12 giugno 2008

Meeting antirazzista a Milano

meeting_antirazzista-miniadal sito www.informa-azione.info/
MEETING ANTIRAZZISTA A MILANO
Venerdì 13 giugno
Dalle 15 in via Barzaghi
Assemblea e festa con i ROM

Sabato 14 giugno
Corteo in Quartiere, concentramento ore 15.30
Piazzale del Cimitero Maggiore - Capolinea tram 14

Il meeting viene indetto a partire da venerdì 13 giugno alle ore 15 al campo rom di via Barzaghi.
Il programma della giornata prevede incontri tematici (questione sanità, condizione delle donne, pacchetto sicurezza, ecc), un´assemblea generale, festa serale (con musica, cibo, spettacolo dei giocolieri, proiezione video, spettacoli) e possibilità di campeggiare anche per garantire l´autodifesa dell´iniziativa vista il probabile raduno contemporaneo di militanti fascisti.

Sabato 14 giugno, con concentramento alle 15 sempre presso il campo rom, si darà quindi vita ad un corteo che si snoderà per le vie del quartiere.
E’ opinione comune che si debba trattare di un corteo fortemente determinato nei contenuti e altrettanto nella sua volontà comunicativa, cercando cioè di penetrare il tessuto sociale, a partire dal protagonismo dei rom e delle nostre parole d’ordine sottraendo terreno al lavoro delle destre e della propaganda mediatica che qui, come altrove, tende ad attecchire.

 

Schedatura dei Rom sotto i nostri occhi

(Ricevo da Giuseppe Catozzella e volentieri pubblico. FK)

Questa è una lettera di Giorgio Bezzecchi, vicepresidente dell’Opera Nomadi, Associazione nazionale nata nel 1965 per promuovere interventi atti a togliere gli zingari e altri nomadi dalla situazione di emarginazione in cui sono relegati. Giorgio Bezzecchi, rom, da anni lavora per la promozione sociale, politica e culturale dei rom a Milano.

postato da doktorgeiger alle ore giugno 12, 2008 20:52 | link | commenti
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martedì, 10 giugno 2008

Vietato Respirare - Appello da Chiaiano



Napoli gennaio 2008. Da Milano a Pianura, per vedere da vicino l’emergenza rifiuti in Campania. Nel documentario “Vietato Respirare “ di Riccardo Farina,Pietro Menditto,Diego Fabricio,interviste di Piero Ricca, affiora la tragedia di una terra stremata, tra cumuli di immondizia non raccolta e discariche abusive altamente tossiche. A Pianura la diossina e gli altri veleni mietono vittime per malattie tipicamente industriali. A Taverna del Re i contadini coltivano a ridosso dei depositi di ecoballe. A Monteruscello i bambini giocano in mezzo ai topi e sognano di vivere in un paese senza una carta per terra. Intanto cresce la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni e spesso si trasforma in disperate manifestazioni di protesta, anche nei confronti di Gianni De Gennaro, l’ultimo di una serie di commissari straordinari. Le voci della società civile come quella di don Alex Zanotelli cercano di scuotere dall’indifferenza. E intanto nella terra più gioiosa e feconda di Italia ora si fa fatica a respirare… Una produzione Chisciotte Dv 31min. col. 16/9 Info : ricky.farina@yahoo.it pietroreporter@hotmail.com«

Appello da Chiaiano

antoniabasura@gmail.com

Sono trascorsi alcuni giorni dalle cariche di polizia, dalla tregua stipulata con il sottosegretario Bertolaso e dall’entrata dei tecnici nelle cave per verificarne l’idoneità a ospitare una discarica da 700mila tonnellate. Nell’attesa, gli abitanti di Chiaiano, Marano e Mugnano continuano a presidiare pacificamente i luoghi della contesa. Nei capannelli che si formano tra i gazebo all’ingresso delle cave, le persone ripercorrono a mente fredda gli ultimi avvenimenti, analizzando il resoconto fatto dai media degli eventi di cui sono state protagoniste. E in quei racconti, nessuno si riconosce.

Nei giorni di fuoco della protesta i cronisti di radio, giornali e televisioni hanno descritto chi si opponeva alla discarica come una folla di strani e sconsiderati personaggi, inventando storie di armi, droga e camorra per screditare i più giovani e attivi; insinuando come gli uomini sacrificassero senza scrupoli madri, mogli e figli sulla prima linea delle barricate; diffondendo notizie palesemente false come quella delle bombole del gas legate a un petardo, non confermata neanche dalle forze dell’ordine.

continua a leggere in loredanalipperini./da-chiaiano/

 

Sull'emergenza rifiuti napoletana segnalo alcuni articoli da Nazione Indiana e Carmilla:

Gabriella Gribaudi, Forse cercavi monnezza - Il dibattito, in www.nazioneindiana.com//#more-6082

Stefano Palmisano, Gomorra o Dell'agenda dei delitti e delle pene, in www.nazioneindiana.com/gomorra-o-dellagenda-dei-delitti-e-delle-pene/

 Maurizio Braucci, Breve storia dell'emergenza rifiuti in Campania, in www.nazioneindiana.com//breve-storia-dell'emergenza-rifiuti-in-campania/

Helena Janeczek, A partire dalla monnezza, in www.nazioneindiana.com//a-partire-dalla-munnezza/

Carlo Loiodice, Chiaiano e i media, in www.carmillaonline.com/archives/2008/06/002671.html#002671

 

postato da doktorgeiger alle ore giugno 10, 2008 23:53 | link | commenti (1)
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martedì, 10 giugno 2008

Appello in difesa del popolo e della cultura rom

Appello in difesa del popolo e della cultura rom

In un ciclo di lezioni aperte alla Libera Università delle Donne di Milano, che si è svolto nei mesi scorsi, abbiamo potuto conoscere la cultura e la storia del popolo rom; ne abbiamo incontrato alcune esponenti e studiose: Dijana Pavlovic, Jovica Jovic, Emanuela Miconi, Anna Rota; sappiamo dello sterminio che hanno subito durante il nazismo e il fascismo e per il quale non hanno mai avuto nè risarcimenti nè alcun riconoscimento. Oggi contro di loro nuovamente si stanno realizzando forme di persecuzione etnica, che ci sgomentano e ci tolgono ogni sicurezza.

Vi chiediamo di firmare questo appello
Libera Università delle Donne

L’adesione può essere effettuata sia come singol* sia come associazioni inviando una e-mail a universitadonne@tiscali.it

via www.universitadelledonne.it/

postato da doktorgeiger alle ore giugno 10, 2008 22:55 | link | commenti (6)
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lunedì, 09 giugno 2008

Il popolo Rom esce dai campi

Rom Roma

A Roma migliaia di persone hanno partecipato al corteo di solidarietà per contrastare recenti atti di razzismo nei confronti delle popolazioni sinte e rom.
"Basta razzismo contro i rom", "Stop alla xenofobia" e "Non aspettiamo la shoah per intervenire": questi gli striscioni di apertura della manifestazione partita dal Colosseo e terminata al Foro Boario, dove si è tenuto un incontro fra le associazioni che hanno organizzato il corteo.

In serata si è tenuto un grande concerto con tanti artisti rom.

 

A Roma la grande manifestazione dei Rom e Sinti contro il razzismo degli italiani. “Siamo qui oggi contro l’apartheid - Santino Spinelli, professore universitario a Chieti, musicista e intellettuale rom - e per far capire all’Italia e agli italiani che i rom non sono nomadi, che i campi sono illegali e disumani e che ci siamo riuniti oggi per la prima volta compatti a favore dei nostri diritti”.

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sabato, 07 giugno 2008

Corteo antirazzista Roma domenica 8 giugno

Coordinamento Nazionale

Per promuovere un corteo di protesta civile contro atti di razzismo nei confronti dei Rom e Sinti   in Italia

Roma, domenica 8 giugno 2008

L'iniziativa è promossa da intellettuali italiani e Rom, associazioni, artisti e persone di buona volontà che non vogliono essere strumentalizzati da nessuno.

Le Associazioni che aderiscono all'iniziativa diventano automaticamente anche organizzatori e promotori partecipando con i propri rappresentanti al costituente Coordinamento Nazionale Permanente e al corteo antirazzista nel rispetto dei principi che hanno mosso l'iniziativa.

Domenica 8 giugno, Roma

postato da doktorgeiger alle ore giugno 07, 2008 09:23 | link | commenti (2)
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venerdì, 06 giugno 2008

L'Italia non è più il Paese delle Meraviglie

Riceviamo e pubblichiamo

(uno dei tanti episodi che stanno devastando il nostro Paese, da Mestre a Milano  a Torino. Mi sa che "qualcuno" ha perso la testa...)

 Torino, 04 giugno 2008

Vogliamo denunciare un grave episodio, accaduto questa mattina, di cui è stata testimone una Mediatrice interculturale di Moncalieri. Alle 08:30 circa, sul bus 67 (capolinea di Moncalieri), pieno di gente che a quell’ora è diretta a scuola o a lavoro, è salita una pattuglia della polizia, ha intimato a tutti gli stranieri di scendere, ha diviso maschi e femmine con bambini, ha chiesto il permesso di soggiorno.

Molte persone avevano con sé solo la carta di identità italiana, altri il permesso di soggiorno, altri ancora né l’uno né l’altro. Tutto l’episodio si è svolto accompagnato da frasi quali : “non ce ne frega niente della vostra carta di identità italiana” , “è finita la pacchia”, “l’Italia non è più il Paese delle meraviglie”. 

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