Welcome to Classic Cinema Online --
Where the REAL men are
And adventure awaits you!

Oggi 29 ottobre è il giorno del mio compleanno e mi faccio una vagonata di classici dell’horror. Dove? Ma su Classic Cinema Online, naturalmente! Che oggi ha in cartello nientemeno che Bela Lugosi Meets a Brooklyn Gorilla (1952), Dracula (1931), The House on Haunted Hill (1959, Spooks Run Wild (1941), The Bat (1959) e dulcis in fundo The Cyclops (1957). Il sito offre, con un semplice umile click del vostro ditino, centinaia di vecchi film di ogni genere, da Metropolis a Nosferatu, dai film muti ai classici degli anni ’50 (dormirò stanotte?). Provare per credere!
www.classiccinemaonline.com/1/


Cory Gross, promotore del blog Voyages Extraordinaires: Scientific Romances in a Bygone Age, così rievoca questo passaggio nel 10° anniversario di presenza on line, che prese l’avvio dallo Yahoo! Clubs Steampunk:
“Dieci anni fa per la prima volta siamo entrati nel mondo on line come risorsa per i fans dei romanzi scientifici vittoriani-edwardiani e dei loro omaggi moderni…Il 1999 fu un anno importante per gli aficionados di quel che era allora un genere di fantascienza chiamato " Steampunk"…Per parecchi anni, avevo sviluppato un interesse nella fantascienza arcaica, a cominciare da Il mondo perduto di sir Arthur Conan Doyle. Come Goth con un amore sia per la fantascienza che per la paleontologia, Il mondo perduto nella forma letteraria e del film muto sembrò come la confluenza perfetta…
Steampunk è dove il mio essere un Goth, un fan del cinema muto e un geek di fantascienza si incontrano…Non c’era etichetta per esso che fosse a mia conoscenza, finchè le recensioni per la Lega degli uomini straordinari non usarono la magica parola “steampunk". Il nome era perfetto come presa in giro giocosa del Cyberpunk. Meglio ancora, esso forniva un termine di ricerca che mi connetteva con le piccole nicchie del fandom che esistevano a quel tempo. Poichè c’era già un gruppo di email votato più agli aspetti tecnici e RPG (giochi di ruolo) del genere, ho approfittato del sistema di Yahoo Club - una delle prime forme di social network - per creare Yahoo! Clubs Steampunk.. Successivamente si trasformò in Steampunk: Victorian Adventurers in a Past that Wasn't. "
. Uno dei primi membri del Yahoo! Clubs Steampunk fu Joshua Pfeiffer, che già nel settembre del 1999 cominciò a dire di voler formare una “Steampunk Electro band” sperimentale chiamata Vernian Process, una sorta di Alice In Chains piombata in piena era vittoriana mista ad altre influenze (industrial in particolare, musica classica, colonne sonore, etc.). Anch’egli rievoca il decimo anniversario in questi termini:
“Quando ci siamo incontrati c’erano letteralmente 5 Web site che facevano una qualche specie di copertura dello Steampunk, e altri che erano quasi soltanto liste di libri e film. Ma quella di Cory era l'unica mailing list in cui potevamo tutti riunirci e parlare dei nostri strani interessi... Era così tonificante scoprire che non ero l'unico weirdo assolutamente ossessionato per un diciannovesimo secolo che avrebbe potuto essere… Mi mancano quei giorni in cui per essere considerato uno " Steampunk" , tutto quel che era richiesto era che godevi di varie forme di fiction Steampunk, non dovendo prestare giuramento a un qualche manifesto DIY, o provare a riscrivere cosa fosse accaduto nei 30 anni precedenti in modo da sentirti più confortato identificandoti in qualcosa…”
Alcuni dei temi più interessanti sviluppati dal gruppo Yahoo nel corso degli anni sono:
· La Terra Cava di j_genest, part 1 e part 2.
· Rod Bennett che tenta di definire lo Steampunk, introducendo un suo proprio termine, Fireside Science Fiction, suggerendo che all’inizio di tutto ci sia Disney (Disney really started it all).
· Inizio di un discorso su Steampunk vs. Pulp, di sarahlegend.
· Popolamento dello Steampunk Themepark.
· Chris, Organic Steampunk.
· Ronald Dwyer The Social Backdrop of Steampunk Fiction, circa 5 anni dopo Rod Bennett, , dimostrando che un’auto-definizione è frutto di una evoluzione continua.
· Dave Woods introduce una discussione interessante sui meccanismi reali dei dirigibili. air ships.
· Come un presagio delle cose da venire, una discussione fra la fine del 2006 e l’inizio del 2007 su cosa fosse tutto questo parlare di un “Steampunk movement".
Link:
voyagesextraordinaires.blogspot.com/2009/07/celebrating-ten-years-online.html


La Prise de la Bastille
It will be the first strike of bloggers ever.
On July 14, 2009, Italian bloggers will muzzle themselves in the Web as well
as in Piazza Navona in Rome, at 7PM where they will meet to protest against
an Italian government bill (the Alfano decree) introducing a number of new
rules which will limit the freedom of expression in Italian internet.
The so-called "obligation to rectify" imposed to the manager of an information
site (blogs, social networks such as Facebook, Twitter etc) clearly appears to
be a pretext. In fact such imposition, in termsof bureaucratization of the network
and of very heavy penalties for users, shall make of the new decree an
internet-killer.
cease or materially reduce their publications. The apparent intent of introducing
criteria of responsibility hides the attempt to make life difficult or impossible
for bloggers and users of shared sites (for example: You Tube...)
Alessandro Gilioli
Guido Scorza
Enzo Di Frenna

(ma non doveva essere il 2008 l'anno del computer quantistico? mah, forse meglio...rallentare un po'!)
Il prossimo decennio potrebbe dare alla luce il primo computer quantistico. Ci separa - giurano alcuni studiosi - soltanto una manciata d’anni da una delle più grandi rivoluzioni informatiche e globali. Merito di un nuovo passo appena compiuto: le ultimissime scoperte sugli anyoni.
Spiega Alessandro Braggio dell’Infm-Cnr: «Se qualcuno, negli Anni 50, si fosse chiesto che cosa avrebbe comportato il passaggio dalle valvole ai transistor si sarebbe immaginato al massimo radio miniaturizzate e amplificatori maneggevoli». E invece oggi siamo sommersi da computer, cellulari, satelliti, microspie, chirurgia laser e, naturalmente, da Internet. A pensarci adesso è una rivoluzione stupefacente.
«Ma quando la “quantocomputazione” si trasformerà in realtà - aggiunge - il salto tecnologico per l’umanità sarà di centinaia e centinaia di volte superiore». Il calcolo basato sui fenomeni quantistici permetterà di trattare ed elaborare le informazioni a velocità immensamente superiori a quelle tradizionali. Invece di misurare i dati in bit, si sfutteranno le proprietà quantistiche delle particelle subatomiche con una «unità di misura» tutta nuova: il «qubit», oltre che discernere alternativamente tra due possibilità come il bit, sarà capace di sovrapporle in contemporanea. Di computazione quantistica, in realtà, si parla già dal 1982, da quando, per primo, a esporre l’idea fu uno dei fisici più eccentrici e geniali del XX secolo, l’americano Richard Feynman. Ma adesso, se la teoria si trasformerà in realtà, lo si dovrà un po’ anche a un team made in Italy.
Tra bosoni e fermioni
I laboratori «Lamia» («Laboratory of innovative and artificial materials») dell’Infm-Cnr, dell’Infn e del Dipartimento di Fisica dell’Università di Genova, infatti, hanno appena pubblicato sulla «Physical Review Letters» uno studio che è già considerato fondamentale. Il contributo dei ricercatori chiarisce il comportamento degli anyoni, le più probabili componenti elementari delle super-macchine futuribili: gli anyioni sono «quasi-particelle», vale a dire - spiega il team - «particelle a statistica frazionaria e a carica inferiore a quella dell’elettrone».
Cercando di tradurre, si tratta di oggetti microscopici dalle proprietà intermedie tra bosoni e fermioni, i due grandi gruppi fondamentali in cui si dividono le particelle subatomiche, vale a dire i mattoni ultimi della materia.
Ma che cosa hanno scoperto i ricercatori di Genova? «L’immagine di ciò che abbiamo raccontato finora con formule e gergo da fisici - continua Braggio - è un piccolo circuito elettrico. Ma, e qui sta la novità, è molto particolare: è immerso in un campo magnetico, a temperature prossime allo zero assoluto e presenta una sorta di “strozzatura”, un restringimento». È in queste condizioni che gli elettroni, fatti scorrere nel circuito, si comportano come in un mondo a due dimensioni e sono descrivibili come se fossero anyoni.
Le precedenti teorie predicevano che il passaggio degli anyoni attraverso la «strozzatura» di un circuito elettrico avvenisse in modo indipendente, una particella alla volta. Questa scoperta, al contrario, dimostra che - contro ogni aspettativa - il passaggio avviene per agglomerati. «La novità, quindi, consiste nell’aver compreso come gli anyoni possano essere indirizzati, e quindi utilizzati, per costruire nuovi dispositivi che generino calcoli: dispositivi così sofisticati da mantenere queste particelle negli stati opportuni per l’esecuzione di operazioni velocissime». Si tratta - spiegano gli studiosi - di condizioni esotiche della materia. Ma che cosa c’è di meglio della meccanica quantistica per rappresentare le crescenti sovrapposizioni tra scienza e fantascienza? Se la scienza è sinonimo di rigore e riproducibilità, la teoria dei quanti è il regno della probabilità e dell’indeterminazione, mandando all’aria la visione del mondo come un insieme lineare di cause ed effetti. Una realtà parallela, che irritò addirittura Albert Einstein e che in una lettera a Niels Bohr sulla meccanica quantistica sbottò nella famosa e abusata frase: «Dio non gioca a dadi con l’Universo!».
Ma a 80 anni da quella lettera, forse, dalla teoria ci si sta avvicinando alle applicazioni. Braggio, del team genovese, è prudente sui tempi, salvo lasciarsi scappare un lapsus: «Chissà che già tra un decennio un calcolatore quantistico non sia realtà!». Lapsus o meno, il resto del mondo ci crede, perché investe tempo e denaro a pieno ritmo. «
La Difesa Usa
Molti fondi stanno arrivando anche dal dipartimento della Difesa americano. Un utilizzo - spiegano all’Infm e al Cnr - legato agli straordinari progressi che il calcolo quantistico offrirà nei campi della decodifica e del criptaggio delle informazioni. Ma non solo. Qualsiasi operazione di calcolo sarà velocizzata. «E’ come passare senza soluzioni di continuità dalla carrozza a cavalli a un Boeing»: a essere trasformati saranno i modelli delle previsioni atmosferiche e le simulazioni finanziarie e del rischio in generale, oltre alle bioapplicazioni, da quelle chirurgiche fino a quelle che analizzano le ricerche sui fenomeni evolutivi.
Insomma, parafrasando il senso fisico di «quanto», si potranno avere informazioni alla velocità della luce. «Nessuno vuole farsi sfuggire l’opportunità di avere una fetta della torta». È questa la ragione degli investimenti crescenti in un settore che, comunque, è uno dei più avanzati e difficili. «E’ probabile che l’Italia pagherà lo scotto di non avere i mezzi economici sufficienti per conquistare un ruolo centrale e la conseguenza sarà inevitabile: diventeremo una “colonia tecnologica”. Dai noi le idee, dagli altri le applicazioni».
Il futuro si colora di tinte un po’ fosche, ma intanto, nel nostro Paese, restano alcuni forti «presìdi» di computazione quantistica: tra i più attivi il gruppo di Genova, un team all’Università di Catania e quelli a Pisa e a Milano.
(La Stampa 19 novembre 2008)
Il futuro dell'elaborazione dei dati è nella costruzione dei computer quantistici, macchine rapidissime in cui transistor e “fili” saranno strutturati con anyoni. Un passo in avanti verso la loro realizzazione lo hanno compiuto i ricercatori italiani del laboratorio LAMIA di INFM-CNR, dell’INFN e del Dipartimento di Fisica dell'Università di Genova, che hanno pubblicato i loro risultati sul numero di ottobre di Physical Review Letters.
Lo studio dei ricercatori chiarisce il comportamento degli anyoni, le più probabili componenti elementari di queste macchine futuribili, i cui studi vengono già oggi direttamente finanziati da governi e industrie private. Si tratta di quasi-particelle a statistica frazionaria e a carica inferiore a quella dell'elettrone. Sono oggetti dalle proprietà intermedie tra i due grandi gruppi dei bosoni e dei fermioni, che esistono solo confinati in spazi a due dimensioni e a temperature prossime allo zero assoluto. Poco più che una curiosità fisica alla loro scoperta, sono oggi seguiti con grande attenzione, perché si pensa saranno l'elemento cardine con cui realizzare la variante più avanzata degli elaboratori quantistici tra quelle attualmente proposte.
La teoria elaborata da Alessandro Braggio, Matteo Merlo e Maura Sassetti del laboratorio LAMIA di INFM-CNR e università di Genova, Nicodemo Magnoli e Dario Ferraro di INFN e università di Genova, spiega e prevede il comportamento di queste quasi-particelle. Inoltre è in grado di fornire le leggi del moto degli anyoni all'interno di un conduttore elettrico, e di spiegare come essi attraversano barriere fisiche in un mezzo immerso in un campo magnetico.
Il gruppo italiano ha infatti mostrato e spiegato per la prima volta la reale dinamica di queste quasi-particelle a temperature prossime allo zero assoluto. Le precedenti teorie predicevano che il passaggio degli anyoni per una "strozzatura" di un circuito elettrico avvenisse in modo indipendente, anyone per anyone. La recente scoperta italiana mostra al contrario che gli anyoni passano inaspettatamente per gruppi la cui carica elettrica complessiva rimane comunque inferiore a quella dell'elettrone. A questo particolare raggruppamento corrispondono inoltre proprietà diverse da quelle del singolo anyone.
È allora la prima volta che un modello teorico riesce a spiegare l'inusuale dinamica di queste quasi-particelle a bassissima temperatura. Questa preferenza per l'agglomerazione, e il modello che la spiega, riescono a interpretare un vasto campo di osservazioni, mentre l'individuazione e la spiegazione di questo moto contribuiscono a chiarire quali dovranno essere le caratteristiche fondamentali e i limiti dei dispositivi elettronici creati per mezzo degli anyoni, avvicinandoci ai computer quantistici del prossimo futuro.
A cura di Redazione Torinoscienza 5 novembre 2008

(mentre fuori piove, le scuole fatiscenti crollano, la vecchia economia giurassica implode, qualcuno studia e lavora per il futuro: X lo Strano Attrattore, ci illustra brillantemente le nuove frontiere spaziali di Internet in questo recentissimo articolo su fantascienza.com)
Abbiamo già affrontato l’argomento delle possibili evoluzioni future della rete, presentando gli studi che ne interessano funzionalità, organizzazione e modalità di accesso e recupero delle informazioni (in Semantica delle immagini) e l’interazione con l’utente e l’ambiente (Anytime, Anywhere e La Rete, il futuro). Ma cosa possiamo dire sulla sua infrastruttura?
Di sicuro la transizione che tutti noi auspichiamo verso lafrontiera spaziale, che se si compirà non potrà prescindere da un utilizzo pervasivo della tecnologia (e per pervasivo intendo tanto al livello della manipolazione biologica quanto dell’integrazione cibernetica), porterà a ricadute non trascurabili sulla concezione stessa della rete. Assodato che il vincolo ultimo alla trasmissione dei dati è rappresentato dalla velocità di propagazione delle onde elettromagnetiche (la luce nel vuoto viaggia a poco meno di 300.000 km/s), la sensazione di istantaneità che oggi sperimentiamo in un qualsiasi collegamento (connessione permettendo) non sarà più replicabile sulla scala dei link interplanetari o comunque spaziali: per colmare la distanza che separa
Lo spazio solleva problematiche anche (anzi, soprattutto) dal punto di vista della trasmissione delle informazioni, non solo delle attività commerciali. Citando il professorRonald N. Bracewell da una epigrafe de Gli Ascoltatori di James E. Gunn, “gli articoli più interessanti che si possono trasferire da stella a stella sono le informazioni e un tale scambio si può realizzare attraverso le onde radio“. E la ricerca sembra che si stia orientando verso soluzioni che richiamano alla mente scenari non alieni all’appassionato di fantascienza: la cosiddetta Internet Interplanetaria, una rete di internet basata su connessioni wireless e modalità store and forward nell’invio dei dati. Qualcuno ricorderà le sfere-dati planetarie ideate da Dan Simmons nei suoi Hyperion Cantos: nodi di una rete policentrica che abbraccia tutti i mondi dell’uomo. Ma i precedenti, è il caso di dirlo, si sprecano. Un progetto congiunto della NASA e diGoogle, con una partecipazione della famigerata DARPA, ha dato ieri i suoi primi frutti. L’approccio fa capo alle cosiddette Delay Tolerant Network (o Disruption-Tolerant Network), reti concepite per tollerare i ritardi nella trasmissione dell’informazione e interruzioni dell’ordine di diversi minuti dovute alle cause più disparate: rumore, occultamento dei nodi, interferenze...(continua)
(in Italia ci sono 5-600mila blog d'ogni genere, di cui soltanto 2-300 possono essere definiti come "prodotti editoriali" o blog professionali, e non necessariamente con una "organizzazione imprenditoriale" alle spalle, tutti gli altri sono né più né meno che dei diari personali, quadernetti elettronici condivisi in rete. Com'è possibile non rendersi conto dell'assurdità burocratica che verrebbe generata dalla minacciata iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC), che comunque potrebbe essere facilmente aggirata? Va bene il grande fratello, ma a farci ridere o cagare ci pensa già il nano...)

Levi fa marcia indietro, niente legge «ammazza-blog»
Le proteste dei navigatori di internet sono servite a qualcosa. Con una nota pubblicata sul sito del Partito Democratico, il deputato Ricky Levi ha fatto marcia indietro riguardo il suo disegno di legge che avrebbe limitato la libertà dei blogger. «Sul progetto allora elaborato e che sto ora riproponendo al Parlamento, si stanno manifestando tra gli utenti di internet diffuse preoccupazioni. Si teme, in particolare, che vengano introdotte regole che limitino la semplicità dell’accesso alla rete e la libertà d’espressione che essa naturalmente permette. Si tratta di paure totalmente infondate. Ciononostante - continua Levi - penso che si possa serenamente convenire sull’utilità di un pausa di riflessione».
Sollievo tra gli utenti della rete, anche se negli ultimi giorni l'opinione di diversi esperti in materia di diritto delle nuove tecnologie aveva tranquillizzato i più: non sarebbe stato sufficiente un semplice banner pubblicitario per identificare un blog come "organizzazione imprenditoriale" e richiedere quindi l'iscrizione a un registro pubblico. Il ddl Levi non avrebbe avuto effetti sulla grande maggioranza dei blogger, riferendosi quindi solo a quelle realtà editoriali online che generano profitti significativi e sarebbero state equiparate agli altri organi di stampa.
In ogni caso, quel testo oggi non esiste più. Il deputato del Pd ha affermato che cancellerà dal progetto di legge il capitolo che trattava di internet. «Discuteremo insieme se e come riempire quel vuoto». «Discuteremo insieme»: i blogger hanno la memoria lunga.
L'Unità 18 Nov 2008


Bruce Sterling, Steampunk: Manuale per l’Utente

Alla gente lo steampunk piace per due buoni motivi. In primo luogo, è una grande opportunità per vestirsi in modo cool e bizzarro, cosa che confonde gli straights. In secondo luogo, il design steampunk ha un ottimo look.
Se vi piace mettervi in ghingheri, buon per voi. Siete probabilmente giovani e, essendo giovani, avete qualche problema di identità da risolvere. Così mentre aspirate a diventare un vigile del fuoco, o un medico, o un avvocato, o qualunque cosa i vostri genitori vogliono che voi siate, dovreste certamente provare alcune identità che sono completamente impossibili. Lo Steampunk vi aiuterà, perché non potreste mai essere un abitante autentico del diciannovesimo secolo. Incontrerete gente interessante della vostra stessa età, che condivide il vostro vago malcontento verso lo status quo contemporaneo. Stringeteli forte, perché imparerete molto più da loro che dai vostri insegnanti.
Ampliare la vostra auto-definizione vi aiuterà quando, più in là nella vita, sarete costretti a diventare qualcosa che i vostri genitori non avrebbero potuto neppure immaginare. Questo è, per voi, un destino abbastanza probabile. I vostri genitori sono nati nel Ventesimo Secolo. Presto il loro mondo da Ventesimo Secolo sembrerà persino più morto, bizzarro e remoto del Diciannovesimo. Il mondo del Diciannovesimo Secolo era grezzo, limitato e sferragliante, ma il mondo del Ventesimo Secolo è disastrosamente insostenibile. Vorrei raccomandarvi di abituarvi a pensare a tutti i vostri attrezzi, giocattoli e oggetti come strane bizzarrie destinate al bidone della spazzatura. Immaginate di dover iniziare proprio con materiali radicalmente differenti intorno a voi. Abituatevi a questa idea.

Questo vestirsi in costume e questi svaghi subculturali divertiranno e soddisferanno il 90 per cento della gente coinvolta nello steampunk. Tuttavia, potreste eventualmente essere uno di quei tipi noiosi del 10 per cento, non proprio nella scena ma nella creazione della scena. Francamente, i tipi più seri nella scena dello steampunk non sono in realtà quelli dello " steam.". Sono quelli del “punk”. Specificamente, gli aspetti do-it-yourself del punk e la sua determinazione di voler strappare i mezzi di produzione alle grandi aziende mentalmente fiacche, che vogliono impacchettare e vendere il prodotto culturale già imballato.
Gli Steampunks sono moderni artigiani molto coinvolti nel diffondere i mezzi e i metodi di lavorare con tecnologie arcaiche. Se incontrate un artigiano dello steampunk e lui o lei non vuole dirvi come lui o lei crea la sua roba, si tratta di un poseur che dovrebbe essere evitato. Trovate quei creativi che vogliano aiutarvi e che non vi fanno sentire vuoti, prosciugati e tratti in inganno. Esistono. Potreste essere uno di quelli.
Lo Steampunk cominciò come movimento letterario -- per qualche motivo che nessuno sa, cominciò con i giovani fantasysts californiani che scrivevano della Gran Bretagna Vittoriana, specificamente James P. Blaylock, Tim Powers e K.W. Jeter. Questo Jeter coniò il termine “steampunk." Non ha fatto soldi con questo, e probabilmente non avete mai sentito parlare di lui prima d’ora. Dubito che questo preoccupi molto Jeter. Jeter è il discepolo più importante di Philip K. Dick, così ha sempre compreso i limiti inerenti alla realtà terrena borghese.

Al giorno d'oggi lo steampunk non riguarda il pastiche storico con strizzatina alla fantascienza, perché, anche se ciò è interessante, non c’è molto spazio per manovre letterarie là. Lo Steampunk è diventato popolare adesso perché non è più soltanto romanzo. È un design internazionale e una creazione tecnologica. Lo Steampunk è un movimento controculturale di “arti e mestieri” (“arts & crafts”) in una veste da Ventunesimo Secolo.
Se questa idea vi fa battere il cuore più velocemente, posso risparmiarvi un sacco di problemi suggerendovi un breve saggio che si chiama Sulla natura del Gotico di John Ruskin, il più grande critico d’arte dell’originale Era del Vapore. Andate a leggervelo. Leggete questo manifesto con grande cura perché fu il seme della Fratellanza dei Pre-Raffaeliti, dello Jugendstil, dell'Art Nouveau, della carta da parati di William Morris, del Yellow Book di Aubrey Beardsley, dell'architettura romantico-nazionalista e altre mille cose che la maggior parte dei steampunks considererebbero molto cool.
Ruskin scrisse un saggio estremamente influente ed importante che ha cambiato il mondo. Tutto quel che Ruskin dice in quel saggio è sbagliato. Le idee che vi sono contenute non funzionano, non hanno mai funzionato, e non funzioneranno mai. Se provate a fare le cose che Ruskin ha descritto nello spirito suggerito da Ruskin, siete condannati.

Tuttavia. Se provate a fare quelle cose in uno spirito steampunk, potrebbero risultare utili da qualche parte. Gli Steampunks sono dotati di un certo numero di attrezzi e di metodi creativi che John Ruskin non avrebbe potuto mai immaginare, quali software di design, fabricators, video di istruzioni, siti Web, wikis, cellulari, motori di ricerca e etsy.com. Gli steampunks di successo non sono anti-industriali come lo era Ruskin. Sono nativi digitali e quindi postindustriali. Ciò significa che possono fare i loro propri errori, nuovi di zecca e freschi -- se capiscono i vecchi errori abbastanza bene da non ripeterli.
Le lezioni chiave dello Steampunk non riguardano il passato. Riguardano l'instabilità e l'obsolescenza della nostra epoca. Una miriade di oggetti e di servizi che vediamo ogni giorno tutt’intorno a noi non sono sostenibili. Certamente spariranno, proprio come " Via col Vento" e la sua malvagia economia basata sulla schiavitù. Una volta andati via, sembreranno in ogni punto bizzarri ed arcaici quanto i cappelli, le crinoline, le lanterne magiche, gli orologi automatici, l’assenzio, i bastoni da passeggio e i piani a coda.

Siamo una società tecnologica. Quando ci balocchiamo nella nostra sleale e gotica moda predatrice di tombe con le tecnologie arcaiche e sorpassate, ci stiamo preparando segretamente per la morte della nostra propria tecnologia. Lo Steampunk è popolare adesso perché la gente sta inconsciamente comprendendo che il modo in cui viviamo è già morto. Siamo dei sonnambuli che camminano. Siamo governati da magnati fossilizzati, rapaci, dogmatici, super-armati, che ci derubano e ci costringono a vivere come cadaveri. Lo Steampunk è un modo grazioso di far fronte a questa verità. L'eroe del funerale è già morto. Non ha idea di che cosa stia accadendo. Un funerale è teatro per la vita.
Lo Steampunk è un teatro funebre. E’ uno spettacolo. Uno spettacolo pompa selettivamente un po’ di vita nelle parti del passato che ci possono eccitare, come il vestiario dandy degli aristocratici, i gadgets d'ottone particolari, i rapporti personali piuttosto pomposi e la biancheria intima elaborata. Gli spettacoli reprimono gli aspetti del passato che sono oscuri, tenebrosi, brutti, ripugnanti, vergognosi e catastrofici. Ma quando evocate i morti, essi portano con sé il loro bagaglio.
Non c’è molto che possiamo fare con il passato; ma non dovremmo mai disperare di esso, perché, come ha detto saggiamente Czeslaw Milosz, il passato prende il suo significato da qualunque cosa facciamo ora. Il passato ha un modo di appiccicarsi a noi, di restare intorno a noi, di persistere normalmente. Anche se ci avvolgiamo nel passato come in una palla di neve, in modo da oscurare il nostro grande malcontento per il nostro presente pericoloso, questo atto ostinato cambierà il nostro futuro. Poiché è già stato messo alla prova. È stato provato ripetutamente. Osservate abbastanza profondamente, provate a non sottrarvi ed è già tutto registrato. Così: non deridete mai coloro che vennero prima di voi, a meno che non abbiate il coraggio di confrontarvi con le vostre proprie illusioni.
Il passato è un genere di futuro che è già accaduto.