geiger dysf

"— Dei risparmi! si vede che lo conoscevate bene! — rispose amaramente Sugriva. — Per quarant’anni ha sciupato dei miliardi di rupie per soddisfare le più sciocche fantasie che possano venir in mente d’un settario di Brama; fabbricava palazzi a dozzine — palazzo d’estate, palazzo d’inverno, palazzo per ogni stagione; deviava dei fiumi per aver dei getti d’acqua nel parco; comperava i più bei diamanti dell’India per ornarne l’impugnatura della sua sciabola, e di sciabole ne avea a centinaia; faceva venire degli schiavi dalle cinque parti del mondo; manteneva migliaia di buffoni e di parassiti, e faceva impalare chiunque tentasse di dirgli la verità" (Jean Baptiste Alfred Assollant, Le avventure del capitano Corcoran)
sabato, 21 novembre 2009

Industrial Evolution pt.2

1stjudesgateStephen Rothwell, Dark House Quarter


Industrial Evolution pt.2

   Uno dei temi fondativi dello Steampunk, oltre l’attrazione per le macchine esotiche e “meravigliose” e per il pastiche storico, è una nuova cognizione del tempo. Infatti fin dal romanzo di K.W.Jeter, La notte dei Morlock, esso si caratterizza come un paradosso temporale: i Morlocks prendono la Macchina del tempo per tornare indietro in quell’Inghilterra vittoriana dai cui “romanzi scientifici” il Viaggiatore del Tempo di Wells aveva preso le mosse – un’Inghilterra alternativa e modificata da tecnologie che “non sono mai esistite”. B.Sterling e W.Gibson proiettano le paure e gli intrighi cyberpunk in piena epoca vittoriana, e riscoprono la macchina analitica di Charles Babbage. Non più 100 anni avanti, per predire il futuro, ma 100 anni indietro, per fare del passato la nuova terra di conquista della fantascienza, o meglio della scienza romanzata, dove sorprendentemente fioriscono “nuove tecnologie” that have never been. Ma l’attrazione per il passato era già presente, ad esempio, ne Il mondo perduto di Arthur Conan Doyle (1912) o in Un americano alla corte di Re Artù di Mark Twain (1889), o in Tarzan delle scimmie di Edgar Rice Burroughs (1914).   E più in generale tutti  i viaggi straordinari scoprono mondi perduti o sconosciuti, mondi paralleli, pianeti delle scimmie e jurassic park.  

   Nella fantascienza “classica”, quella che va dagli anni ’30 del secolo scorso fino agli anni ’70, prevale comunque l’anticipazione di un futuro tecnologico abbastanza lontano da non essere confuso con il presente, ma che del presente è un riflesso lineare. La colonizzazione si proietta negli infiniti spazi interstellari, in epoche remote, e i viaggi intergalattici sono la norma. Il modello metropolitano colonizza l’intero pianeta, come predice l’Expo Futurama di New York nel 1939. E le abitazioni vengono realizzate secondo i nuovi modelli futuristici di comfort. A partire dagli anni ’60, prima con la “New Wave” poi con il Cyberpunk, questo modello tecnocratico di futuro entra radicalmente in crisi: il futuro si contrae, si ritira, perde di fascino, e diventa un quasi-presente angoscioso. Per James Ballard, il futuro letteralmente muore, e si trasforma negli incubi dei giganteschi condomini, dei suburbi e di Super-Cannes.

   Con il Cyberpunk la distanza temporale fra il presente e il futuro immaginato viene radicalmente ridotta a pochi decenni. Il mondo di Neuromancer (William Gibson, 1984), di Synners (Pat Cadigan, 1991) o di Snow Crash (Neal Stephenson, 1992) è un mondo riconoscibile ai suoi lettori di allora, e ancor più familiare a quelli odierni. Il mondo nuovo ha lasciato ormai il posto a un mondo di zaibatsu, di yakuza, di mega-corporations e oligarchie che controllano propri stati-nazione o città-stato.  Il noir e la paranoia, oltre che un’indistinta, anomica rivolta,  sono gli elementi prevalenti nella narrativa cyberpunk. Lo stesso Bruce Sterling dichiara, in Tomorrow Now, che c’è poco spazio per futurologie e profezìe, ad eccezione delle ricerche di marketing, di quelle demografiche condotte dai governi, o di nuove tecniche d’indagine poliziesca, e roba del genere. Tutte ricerche “utilitaristiche” e molto poco “fantasiose”, e tutte comunque sottoposte a una sempre maggiore contrazione dei tempi di previsione. Su tutto poi, l’ormai universale diffusione di test, sondaggi e just-in-time di fatto riduce i tempi a zero. Così la fantasìa è trasmigrata, in libreria e al cinema, nelle storie fantasy.

(2.continua)

 

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venerdì, 20 novembre 2009

Industrial Evolution

myke_amend_b_the_machine-desktop
Myke Amend, The Machine


Industrial Evolution

   Lo Steampunk non ama molto le definizioni, a parte quelle più generali, soprattutto da quando il termine ha cominciato a connotare più uno stile e una subcultura che il genere letterario usato per descrivere  i romanzi, ambientati nella Gran Bretagna vittoriana, di alcuni giovani scrittori californiani, K.W..Jeter, P.Blaylock e Tim Powers. Attualmente, come scrive Bruce Sterling in Steampunk, Manuale per l‘utente, “lo Steampunk non riguarda il pastiche storico con strizzatina alla fantascienza…è diventato popolare adesso perché non è più soltanto romanzo. È un design internazionale e una creazione tecnologica. Lo Steampunk è un movimento controculturale di “arti e mestieri” in una veste da Ventunesimo Secolo”. Ma qui siamo già nella parte “seria” dello steampunk, quel “10 per cento non proprio nella scena ma nella creazione della scena”, soprattutto quelli del “punk” e del do-it-yourself. Il 90 per cento, sempre per Sterling, sono quelli dello “steam”, che amano vestirsi in costume e divertirsi con svaghi subculturali.

   Probabilmente (ma non c’è una statistica in questo senso) lo scenario è più complesso di quanto Sterling lo rappresenti, tagliandolo con l’accetta. Se è vero che da una parte ci sono quelli dello “steam”, che farebbero volentieri a meno del termine “punk”, e viceversa, è anche vero che la maggior parte delle persone coinvolte nel movimento preferisce non definire in maniera drastica la propria posizione, in modo da tenere aperte le porte a qualsiasi possibilità di sviluppo e di ibridazione. Come dice un iscritto al forum di Brass Goggles, “ una delle cose che rende lo steam-punk così grande è quanto esso è differente per ognuno, e il fatto che non sia qualcosa in particolare. Se tu dici di essere steam-punk, lo sei.”. Non c’è un’uniforme, un credo, un manifesto o un decalogo. Per Joshua Pfeiffer (Vernian Process) è un’”atmosfera”, qualcosa che si respira istintivamente. Questa grande duttilità ha permesso, da due anni a questa parte,  una grande varietà e diffusione di realizzazioni steampunk praticamente in ogni settore dell’arte, della cultura, dello spettacolo, della fiction e della tecnologia, come questo blog ampiamente testimonia, includendo apporti anche da appartenenze originarie differenti, come per esempio il gothic o il burlesque o il pulp.

   Lo Steampunk, che sia più “steam” o più “punk”,  è una cultura pragmatica aperta, che si rivela attraverso le opere o gli eventi piuttosto che attraverso manifesti e definizioni teoriche. Perciò è una cultura inclusiva che consente un’infinita serie di proliferazioni e ibridazioni, e che chiunque può adattare, o meglio, piegare ai propri scopi, entro una certa “atmosfera” o “attitudine” generale (la fantascienza delle origini, la tecnologia su cui quella fantascienza fantasticava, la cultura popolare, dal romanzo gotico a quello scientifico, dal cinema al burlesque, la storia alternativa, etc.). Mentre la creatività spontanea permette a chiunque di fare i propri esperimenti, di vestirsi come gli pare,  e di dire la sua senza che nessuno stia lì a censurarlo e a stabilire se questo è o non è correttamente steampunk, c’è anche chi cerca di fare il riepilogo affinchè un eccesso di indeterminazione non venga scambiato per vaghezza. Di solito questo accade quando la riflessione sui predecessori o sui precursori prevale sul presente e quindi si fa più stringente la necessità di illustrare alcune categorie generali, o di fornire un contesto, una spiegazione dell’evoluzione e della progressione del fenomeno.  

   Questo è il senso di un lungo articolo di Rachel A. Bowser and Brian Croxall, “Industrial Evolution: Steampunk’s Predecessors and Present “,  che commenterò nei post successivi.

 

(1.continua)

postato da doktorgeiger alle ore novembre 20, 2009 18:43 | link | commenti
categorie: movimenti, saggi, articolo, industrial, steampunk
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venerdì, 22 maggio 2009

Industrial Revolution & Anarchy in the EU

industrial_rev_housing Illustrazione di Gustave Doré sulle squallide condizioni della classe operaia a Londra, durante la Rivoluzione Industriale

   “Proviamo a fare un esperimento, avanzando l’ipotesi che il nostro presente manifesti, per certi versi, una serie di analogie con la fase che accompagna il compiersi della rivoluzione industriale. Lo scenario di questa ucronia è quello della città dickensiana, dell’immaginario steam punk, della working class manchesteriana descritta da Engels. La società feudale è stata travolta, le enclosure (delle terre, destinate all’allevamento intensivo) hanno travolto le forme di organizzazione del mondo rurale, con la conseguente espulsione di massa di una popolazione a cui, nelle nuove condizioni, non è più possibile sopravvivere….” (mguareschi, policromie del presentecarmillaonline.com/archives/2009/05/003056.html#003056)

 

Recensione a Anarchy in the EU: pink, black, green in europa e grande recessione di Alex Foti, Agenzia X

www.agenziax.it/

postato da doktorgeiger alle ore maggio 22, 2009 22:53 | link | commenti
categorie: movimenti, saggi, steampunk, post apocalisse, victoriana
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venerdì, 21 novembre 2008

L'onda istantanea

L

La marea sale. L’onda cresce. Imbracciamo le tavole. Siamo l’esercito del surf.

via www.uniriot.org/

 (diavolo di un'Onda, già l'instant book! al di là dei contenuti mai movimento fu così istantaneo!)

Siamo quelli che credevate assopiti. Quelli disposti a tutto per un posto nel mondo.Che credevate timorosi, impauriti, docili a ogni riforma. Bamboccioni, fuori corso, perditempo, inetti. E invece eccoci qui, a fare surf nelle piazze, nelle scuole, nelle stazioni, nelle università. A fare surf sulle riforme, sul ministro, sulla crisi, sui ricatti, sul nostro presente e il vostro futuro.Facciamo surf sull’anti-politica, perché l’unica politica possibile è il nostro surf. Facciamo surf sui percorsi formativi, sugli avviamenti professionali, sui muretti delle discipline, sugli steccati delle conoscenze. Sulla miseria di oggi, sulla precarietà di domani. Abbiamo imbracciato le tavole e abitiamo le pieghe dell’onda

www.deriveapprodi.org

Internazionale surfista
L'esercito del surf
La rivolta degli studenti e le sue vere ragioni
pagg. 72
€5
€978-88-89969-65-2

postato da doktorgeiger alle ore novembre 21, 2008 17:15 | link | commenti
categorie: libri, movimenti
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lunedì, 03 novembre 2008

Gogbot Festival 2008

  stephen rothwell

stephen rothwell



   Il GOGBOT Festival si tiene ogni anno in settembre a Enschede (Paesi Bassi), già  dalla fine dell’800 importante centro dell'industria tessile basata sull’energia a vapore. Quest’anno il Festival si è tenuto fra il 18 e il 21 settembre, con la partecipazione di più di 150 fra artisti, performers,  musicisti e creativi vari, distribuiti in 10 postazioni diverse, con esposizione di robotica, musica elettronica, mondi virtuali, installazioni interattive, live cinema, street art, videoclips, DJ, VJ, feste, giochi, conferenze, etc. Tema centrale di quest’anno era lo Steampunk come mix retro-futurista di tecnologia cyberpunk e ambientazioni dell’Età del Vapore.  Ospite speciale è stato Luca Barbeni, giornalista, critico d’arte e curatore del Festival toSHARE di Torino, presente in rete col suo blog ecopolis. Lo scrittore Bruce Sterling ha dedicato al Festival il seguente breve saggio, come fonte d’ispirazione per conferenze e discussioni. 

 

 gogbot.header

 Bruce Sterling, Steampunk: Manuale per l’Utente

sp second life

    Alla gente lo steampunk piace per due buoni motivi. In primo luogo, è una grande opportunità per vestirsi in modo cool e bizzarro, cosa che confonde gli straights. In secondo luogo, il design steampunk ha un ottimo look. La Rivoluzione Industriale è diventata vecchia. Così le macchine che i Romantici  consideravano sataniche adesso sembrano romantiche.

   Se vi piace mettervi in ghingheri, buon per voi. Siete probabilmente giovani e, essendo giovani, avete qualche problema di identità da risolvere. Così mentre aspirate a diventare un vigile del fuoco, o un medico, o un avvocato, o qualunque cosa i vostri genitori vogliono che voi siate, dovreste certamente provare alcune identità che sono completamente impossibili. Lo Steampunk vi aiuterà, perché non potreste mai essere un abitante autentico del diciannovesimo secolo. Incontrerete gente interessante della vostra stessa età, che condivide il vostro vago malcontento verso lo status quo contemporaneo. Stringeteli forte, perché imparerete molto più da loro che dai vostri insegnanti.

   Ampliare la vostra auto-definizione vi aiuterà quando, più in là nella vita, sarete costretti a diventare qualcosa che i vostri genitori non avrebbero potuto neppure immaginare. Questo è, per voi,  un destino abbastanza probabile. I vostri genitori sono nati nel Ventesimo Secolo. Presto il loro mondo da Ventesimo Secolo sembrerà persino più morto, bizzarro e remoto del Diciannovesimo. Il mondo del Diciannovesimo Secolo era grezzo, limitato e sferragliante, ma il mondo del Ventesimo Secolo è disastrosamente insostenibile. Vorrei raccomandarvi di abituarvi a pensare a tutti i vostri attrezzi, giocattoli e oggetti come strane bizzarrie destinate al bidone della spazzatura. Immaginate di dover iniziare proprio con materiali radicalmente differenti intorno a voi. Abituatevi a questa idea.

stepen rothwell 2

     Questo vestirsi in costume e questi svaghi subculturali divertiranno e soddisferanno il 90 per cento della gente coinvolta nello steampunk. Tuttavia, potreste eventualmente essere uno di quei tipi noiosi del 10 per cento, non proprio nella scena ma nella creazione della scena. Francamente, i tipi più seri nella scena dello steampunk non sono in realtà quelli dello " steam.".  Sono quelli del “punk”. Specificamente, gli aspetti do-it-yourself del punk e la sua determinazione di voler strappare i mezzi di produzione alle grandi aziende mentalmente fiacche, che vogliono impacchettare e vendere il prodotto culturale già imballato.

   Gli Steampunks sono moderni artigiani molto coinvolti nel diffondere i mezzi e i metodi di lavorare con tecnologie arcaiche. Se incontrate un artigiano dello steampunk e lui o lei non vuole dirvi come lui o lei crea la sua roba, si tratta di un  poseur che dovrebbe essere evitato. Trovate quei creativi che vogliano aiutarvi e che non vi fanno sentire vuoti, prosciugati e tratti in inganno. Esistono. Potreste essere uno di quelli.

   Lo Steampunk cominciò come movimento letterario -- per qualche motivo che nessuno sa, cominciò con i giovani fantasysts californiani che scrivevano della Gran Bretagna Vittoriana, specificamente James P. Blaylock, Tim Powers e K.W. Jeter. Questo Jeter coniò il termine “steampunk." Non ha fatto soldi con questo,  e probabilmente non avete mai sentito parlare di lui prima d’ora. Dubito che questo preoccupi molto Jeter. Jeter è il discepolo più importante di Philip K. Dick, così ha sempre compreso i limiti inerenti alla realtà terrena borghese.

pablo ventura kubics cube

   Al giorno d'oggi lo steampunk non riguarda il pastiche storico con strizzatina alla fantascienza, perché, anche se ciò è interessante, non c’è molto spazio per manovre letterarie là. Lo Steampunk è diventato popolare adesso perché non è più soltanto romanzo. È un design internazionale e una creazione tecnologica. Lo Steampunk è un movimento controculturale di “arti e mestieri” (“arts & crafts”)  in una veste da Ventunesimo Secolo.

    Se questa idea vi fa battere il cuore più velocemente, posso risparmiarvi un sacco di problemi suggerendovi un breve saggio che si chiama  Sulla natura del Gotico di John Ruskin, il più grande critico d’arte dell’originale Era del Vapore. Andate a leggervelo. Leggete questo manifesto con grande cura perché fu il seme della Fratellanza dei Pre-Raffaeliti, dello Jugendstil, dell'Art Nouveau,  della carta da parati di William Morris, del Yellow Book di Aubrey Beardsley, dell'architettura romantico-nazionalista e altre mille cose che la maggior parte dei steampunks considererebbero molto cool.

   Ruskin scrisse un saggio estremamente influente ed importante che ha cambiato il mondo. Tutto quel che Ruskin dice in quel saggio è sbagliato. Le idee che vi sono contenute non funzionano, non hanno mai funzionato, e non funzioneranno mai. Se provate a fare le cose che Ruskin ha descritto nello spirito suggerito da Ruskin, siete condannati.

poster GOGBOT Festival 2008

   Tuttavia. Se provate a fare quelle cose in uno spirito steampunk, potrebbero risultare utili da qualche parte. Gli  Steampunks sono dotati di un certo numero di attrezzi e di metodi creativi che John Ruskin non avrebbe potuto mai immaginare, quali software di design,  fabricators, video di istruzioni, siti Web, wikis, cellulari, motori di ricerca e etsy.com. Gli steampunks di successo non sono anti-industriali come lo era Ruskin. Sono nativi digitali e quindi postindustriali. Ciò significa che possono fare i loro propri errori, nuovi di zecca e freschi -- se capiscono i vecchi errori abbastanza bene da non ripeterli.

    Le lezioni chiave dello Steampunk non riguardano il passato. Riguardano l'instabilità e l'obsolescenza della nostra epoca. Una miriade di oggetti e di servizi che vediamo ogni giorno tutt’intorno a noi non sono sostenibili. Certamente spariranno, proprio come " Via col Vento" e la sua  malvagia economia basata sulla schiavitù. Una volta andati via, sembreranno in ogni punto bizzarri ed arcaici quanto i cappelli, le crinoline, le lanterne magiche, gli orologi automatici, l’assenzio, i bastoni da passeggio e i piani a coda.

SP Seconlife art

   Siamo una società tecnologica. Quando ci balocchiamo nella nostra sleale e gotica moda predatrice di tombe con le tecnologie arcaiche e sorpassate, ci stiamo preparando segretamente per la morte della nostra propria tecnologia.  Lo Steampunk è popolare adesso perché la gente sta inconsciamente comprendendo che il modo in cui viviamo è già morto. Siamo dei sonnambuli che camminano. Siamo governati da magnati fossilizzati, rapaci, dogmatici, super-armati, che ci derubano e ci costringono a vivere come  cadaveri. Lo Steampunk è un modo grazioso di far fronte a questa verità. L'eroe del funerale è già morto. Non ha idea di che cosa stia accadendo. Un funerale è teatro per la vita.

   Lo Steampunk è un teatro funebre. E’ uno spettacolo. Uno spettacolo pompa selettivamente un po’ di vita nelle parti del passato che ci possono eccitare, come il vestiario dandy degli aristocratici, i gadgets d'ottone particolari, i rapporti personali piuttosto pomposi e la biancheria intima elaborata. Gli spettacoli reprimono gli aspetti del passato che sono oscuri, tenebrosi, brutti, ripugnanti, vergognosi e catastrofici. Ma quando evocate i morti, essi portano con sé il loro bagaglio.

   Non c’è molto che possiamo fare con il passato; ma non dovremmo mai disperare di esso, perché, come ha detto saggiamente Czeslaw Milosz, il passato prende il suo significato da qualunque cosa facciamo ora. Il passato ha un modo di appiccicarsi a noi, di restare intorno a noi, di persistere normalmente. Anche se ci avvolgiamo nel passato come in una palla di neve, in modo da oscurare il nostro grande malcontento per il nostro presente pericoloso, questo atto ostinato cambierà il nostro futuro. Poiché è già stato messo alla prova. È stato provato ripetutamente. Osservate abbastanza profondamente, provate a non sottrarvi ed è  già tutto registrato. Così: non deridete mai coloro che vennero prima di voi,  a meno che non abbiate il coraggio di confrontarvi con  le vostre proprie illusioni.

Il passato è un genere di futuro che è già accaduto.




GOGBOT 2008 opening night from Sandwoman on Vimeo.
postato da doktorgeiger alle ore novembre 03, 2008 16:54 | link | commenti
categorie: musica, tecnologia, arte, internet, filosofia, movimenti, scienza, comunicazione, fantascienza, video, culture, narrativa, gothic, steampunk, cabinet of wonders
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giovedì, 25 settembre 2008

Gil Scott-Heron, The Revolution Will Not Be Televised

 

"You will not be able to stay home, brother.

You will not be able to plug in, turn on and cop out.

You will not be able to lose yourself on skag and skip,

Skip out for beer during commercials,

Because the revolution will not be televised"


"The Revolution Will Not Be Televised" è una canzone di protesta e uno dei primi esempi di  rapping, scritta da Gil Scott-Heron nel 1970 e inserita nel suo album Small Talk at 125th and Lenox . E’ una critica della televisione: “The revolution will be live”. Fra tutti i mezzi di comunicazione, la TV è quanto di più estraneo al concetto di rivoluzione. Come big network è necessariamente un’infrastruttura del consenso. Il suo avvento nel secondo dopoguerra coincide gradualmente con la fine delle vecchie rivoluzioni. Ma di fatto, proprio per la sua estraneità, essa non impedisce i movimenti di protesta degli anni ’60 e ’70, i cui protagonisti la trattano come radicalmente antagonista. Al di sotto della superficie lustrini e paillettes, infatti, la società resta un magma ribollente, e gli antagonisti si avvalgono di tutti gli altri mezzi di espressione, dalla musica alla grafica, dalla stampa al cinema, per sovvertirne l’apparente ottimismo ufficiale.


La canzone è stata in seguito citata e rifatta da molti altri musicisti. Per le numerose citazioni del testo, vedi anche

 www.artandpopularculture.com/The_Revolution_Will_Not_Be_Televised

 

 

postato da doktorgeiger alle ore settembre 25, 2008 08:48 | link | commenti
categorie: musica, media, movimenti, comunicazione, video, informazione
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mercoledì, 10 settembre 2008

Cultural Revolution Artifacts

CR12

via www.flickr.com/photos/oldtasty/collections

      www.flickr.com/photos/wuji9981

   Molto interessanti e suggestive queste immagini del'era della Rivoluzione Culturale, tratte da riviste, quotidiani e copertine di dischi, raccolte su flickr da oldtasty, un grande curioso di cultura cinese. Immagini che dovevano essere, sotto il rapido incalzare degli eventi, molto stilizzate, ma anche molto efficaci e intense. E naturalmente sempre orientate al successo e alla vittoria nell'azione.

CR15

postato da doktorgeiger alle ore settembre 10, 2008 12:08 | link | commenti
categorie: grafica, movimenti, comunicazione, culture
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